Claire Foy ha temuto per la sua vita a causa di uno stalker


Claire Foy temeva che uno stalker potesse uccidere lei e sua figlia. L'attrice di "The Crown" ha difficoltà a dormire e ha persino pregato i colleghi di non taggarla nelle foto sui social media per evitare che Jason Penrose, che ha inviato all'addetto stampa della star più di 1.000 e-mail esplicite tra il 19 febbraio 2021 e il 7 febbraio di quest'anno, le usasse per tracciare i suoi spostamenti.
L’uomo si sarebbe presentato a casa sua e avrebbe suonato ripetutamente il campanello il 17 dicembre dell'anno scorso, come riportato in tribunale mercoledì (02.11.22).
Il procuratore Varinder Hayre ha dichiarato: "La signora Foy è stata presa di mira dal signor Penrose con un comportamento indesiderato e ossessivo, intrusivo a causa delle sue convinzioni deliranti. Il signor Penrose sosteneva che lei fosse interessata a lui dal punto di vista sentimentale e credeva che lei volesse recitare in un film che stava ideando".
L'uomo ha portato avanti una vera "campagna di stalking" che ha lasciato l'attrice 38enne "nel timore per la sua sicurezza e terrorizzata e indifesa nella sua stessa casa".
Il procuratore ha aggiunto: "La signora Foy era terrorizzata perché non sapeva quali fossero le sue intenzioni. Temeva per la sua vita e quella di sua figlia. Era spaventata sapendo che lui poteva essere lì da qualche parte.... Fatica a dormire ed è terrorizzata in casa sua. Sente che le libertà che aveva prima che il signor Penrose la contattasse sono scomparse".
Anche Claire ha inviato una lettera alla corte e ha ammesso di aver trovato "traumatico" la tempesta di attenzioni indesiderate. Ha scritto: "I suoi incessanti tentativi di contattarmi sono davvero traumatici. Ogni volta che penso che la situazione sia risolta, finisce per non essere così. Sento che non c'è nulla che possa impedirgli di contattarmi, ha influenzato ogni aspetto della mia vita".
All'inizio dell'anno all'attrice è stato concesso un ordine restrittivo provvisorio, ma Penrose le ha inviato un'altra lettera e anche un pacco dall'ospedale in cui era ricoverato e a luglio è stato così emesso un ordine restrittivo per stalking della durata di cinque anni.
Mercoledì in tribunale l'uomo si è dichiarato colpevole di stalking con aggravvanti, il che comporta una pena massima di 10 anni di carcere. Ha inoltre ammesso due violazioni dell'ordine restrittivo. Gli è stata concessa la libertà provvisoria in vista della sentenza del 28 novembre presso la Wood Green Crown Court ed è stato avvertito che potrebbe rischiare "una lunga pena detentiva".