Clementino sul tetto del mondo (con The Voice) ci insegna come all’abisso possa seguire la rinascita

Di Monica Monnis
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Photo credit: Sergione Infuso - Corbis - Getty Images
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From Cosmopolitan

Un successo come quello di The Voice Senior è chiaramente un lavoro di squadra, ma parlando di percentuali l'apporto di Clementino allo show di Antonella Clerici in termini di popolarità e brio è massiccio, e a dirlo sono i trend sui social confermati dai titoli dei giornali in cui il rapper napoletano classe 1982 viene definito "mattatore" e il guizzo che ha colorato uno show ben costruito, ma che rischiava il bianco e nero. La Iena White ha mostrato un nuovo lato a favor di camera, il suo lato migliore, ma sia chiaro, non si è tirato indietro anche quando si è trattato di aprire il vaso di Pandora e lasciare libera la sua dark side. Quando la dipendenza dalla droga era più forte di tutto, della voglia di sfondare e nemmeno il sole della sua Napoli (raccontato nella canzone Partenope uscita proprio oggi ndr) riusciva a lenire le sue ferite e a mandare i demoni in letargo.

"La cocaina mi ha sopraffatto", la confessione di Clementino di due anni fa al festival Storie digitali davanti a un pubblico di ragazzi alla Fabbrica del Vapore di Milano. "Sono uscito dalla comunità quindici giorni fa. È la prima volta che ne parlo in pubblico", aveva detto non nascondendo la commozione e la voce tremante nel togliersi la maschera per la prima volta e nel parlare apertamente delle sue dipendenze . "Sapete come funziona, sei un artista, prima te la offrono, poi te la compri e ad un certo punto non sei più tu. Io ero la Iena White ma non ero più Clemente", aveva continuato, ricordando quanto la droga avesse rovinato il suo privato e compromesso i lavori importanti, come quando a causa di "quella m*****" (cit.) non era riuscito a presentarsi alla presentazione del suo disco, Vulcano, perché "strafatto in casa da tre giorni" e nemmeno farsi "un selfie con Jay-Z".

Il dolore delle persone a lui più care è stata la spinta per fare qualcosa (e la consapevolezza di aver toccato il fondo). "Quando hai un genitore che ti piange in faccia, capisci che devi smettere", aveva raccontato sempre in quell'occasione, soffermandosi poi nei racconti del periodo in comunità, faticoso, duro e senza sconti ("Lì i ragazzi mi dicevano: 'Sei un grande, sei passato da fare Sanremo a pulire i cessi in un attimo'"). Clementino come l'araba fenice, esempio di come all’abisso possa seguire la rinascita, portavoce delle seconde opportunità, prova di quanto sia facile perdersi e di come però sia possibile ritrovarsi. Per noi è sì.