Climate change: per italiani prioritaria la raccolta differenziata

Image from askanews web site
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Milano, 29 giu. (askanews) - Una coscienza green, quella degli italiani, legata ancora agli aspetti più "visibili" o tangibili e che considera prioritaria contro il climate change la raccolta differenziata, sottovalutando l'importanza di intervenire sulla finanza, con scelte etiche, sulla mobilità e sull'alimentazione. E' quanto emerge dal sondaggio "Coscienza Verde 2022" commissionato da Ener2Crowd.com - la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico all'International Center for Social Research.

La ricerca, commissionata è stata realizzata dall'14 al 20 giugno 2022 su un campione di 2 mila uomini e 2 mila donne residenti in Italia, di età compresa tra i 18 ed i 75 anni. Secondo lo studio, considerando l'intero campione —includendo quindi entrambi i sessi in tutte le fasce di età— l'ambito nel quale scelte dei cittadini sarebbero più efficaci per invertire la rotta del cambiamento climatico vedono al primo posto la "raccolta differenziata" (27,33%), seguita da "energia" (21,68%); poi "mobilità" (19,23%). Chiudono la graduatoria "finanza" (16,63%) ed "alimentazione" (15,15%).

Nei risultati del sondaggio, la percentuale di chi pensa si possa salvare il pianeta con la finanza green è alta tra le donne baby boomer (25,80%), i millennial uomini (20,80%) e ledonne under-27 (19,40%). Ma la percentuale crolla drasticamente per gli uomini della X-generation (8%) ed è ancora minore per i baby boomer di sesso maschile (5,40%). Se gli italiani sono molto attenti alla gestione dei rifiuti, i loro punto più debole rimane quindi la sharing mobility. "Quello della mobilità è un settore particolarmente critico per l'Italia: nel nostro Paese abbiamo ben 60 automobili ogni 100 abitanti, a Roma 70 ogni 100, mentre i mezzi pubblici e la sharing mobility vengono scelti ancora troppo poco" puntualizza Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.com nonché chief analyst del GreenVestingForum.it.

Per non parlare dell'ambito della finanza, che — con scelte etiche — sarebbe in grado di imprimere un notevole impulso alla soluzione dei problemi legati all'ambiente ed al riscaldamento globale.

I capitali di risparmio in Italia ammontano ad oltre 4 mila miliardi di euro. Se ci accontentassimo di investire nella Green Economy un 2% della parte liquida di tale somma (14 mila euro pro-capite), le emissioni di CO2 scenderebbero a 2,7 tonnellate procapite contro le attuali 5,6 tonnellate, raggiungendo in un solo anno gli obiettivi globali di emissioni procapite al 2050. "Certo va benissimo anche riciclare correttamente, separando bene i rifiuti e buttandoli come e dove previsto. Ma vi è l'erronea convinzione che basti questo per essere a posto con la coscienza" sottolinea Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com.

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