I cocktail ready to drink hanno (ri)scritto la storia dell'aperitivo e sono felicità allo stato puro

Di Guia Rossi
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Photo credit: Imaxtree, Guia Rossi - Getty Images
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From Cosmopolitan

Lo senti quant'è bello e piacevole il suono dei calici che si scontrano? Sì, lo è anche per noi. Queste feste ormai dovrebbero averci reso massime esperte in materia mixology, senza tralasciare le infinite possibilità food pairing offerte dai servizi delivery sparsi praticamente ovunque. E così facendo durante il 2020 l'asticella delle aspettative si è alzata parecchio. A causa del lockdown e impossibilità a frequentare i locali giusti, sono stati i i bar ad arrivare rapidissimi nei nostri magnifici bicchieri di casa. La tendenza dei cocktail pronti da bere, pre miscelati e monodose, è ormai un guilty pleasure consolidato che non solo facilità le cose -per prepararli bastano tre semplici azioni- ma ci permette anche di sperimentare gusti diversi senza esagerare. Noi siamo per il bere bene ma moderatamente, insomma, meno e meglio.

Per adesso metti da parte jigger e caraffe, le ricette per cocktail facili da fare a casa sono già in viaggio in mono porzioni calibrate a regola d'arte. Dai cocktail semplici ai twist dei grandi classici abbiamo selezionato 8 cocktail pronti da bere di cui scoprire storie e leggende per una degustazione a 360°. Pronta?

Cosmopolitan, il cocktail rosa nato molto prima di Sex and The City

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Se davanti a un cocktail Cosmopolitan fai il collegamento immediato a Carrie di SATC sappi che quella è solo la punta dell'iceberg, o meglio, del cubetto di ghiaccio. The Cosmo è un cocktail semplice con una grande storia alle spalle la cui origine ci arriva riportata in modo piuttosto confuso. Base vodka, prende quel tono rosato grazie al mirtillo rosso, mentre regala al palato un tono aspro con il triple sec, il succo di lime e zest di limone. Inizialmente chiamato Vodka Gimlet prima della Seconda Guerra Mondiale, subito dopo diventa Kamikaze per via del francese Cointreau. Negli anni 80 fiorisce negli ambienti gay di San Francisco per affinarsi a Manhattan nei 90's dove il bartender Dale DeGroff del Rainbow Room di New York gli dà il twist finale con la scorza d'arancia.

  • Servilo in un martini glass ben freddo

Negroni, il cocktail aristocratico diventa ready to drink

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Ha compiuto già cent'anni il cocktail più famoso del mondo, inizialmente chiamato un Americano alla maniera del conte Negroni per via delle richieste alcoline dell'eccentrico personaggio della nobiltà fiorentina a Fosco Scarselli, il barista dietro al bancone al Bar Casoni di Firenze (oggi Giacosa). Al mix consolidato del cocktail Americano con base vermouth, bitter e soda, fu chiesto a Scarselli dal conte in persona di aggiungere improvvisamente del gin. Un modo furbo per aumentarne la gradazione alcolica senza alterarne il colore. La ricetta è facilissima, un terzo di ogni ingrediente.

  • Raffredda un bicchiere basso e largo, un tumbler, e guarnisci con una fetta d'arancia.

Aperitivo gourmet a rotazione con Manhattan e salatini

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Il Manhattan è un classico di ogni drink list che si rispetti. Se pare essere stato il primo cocktail in cui è stato usato il vermouth come ingrediente di miscelazione, dietro alla sua nascita la leggenda narra esserci una donna importante. Nientemeno di Jennie Jerome, mamma del futuro Primo Ministro inglese Winston Churchill. E tra i tavolini del Manhattan Club di New York, durante un banchetto nel 1874, quel cocktail così internazionale vide la luce dentro a una coppa scintillante. La ricetta originale del Manhattan prevede la miscelazione di whiskey, vermouth e qualche goccia di Angostura, un amaro ottenuto dall'infusione di una dozzina di piante aromatiche.

  • Scegli una coppetta larga, ma è ok anche un martini glass, e raffreddala. Inserisci la ciliegina al maraschino e versa la miscelazione.

G&T, il gin tonic pronto in lattina per una pausa relax

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Mettiamo i puntini sulle i. Il gin tonic è un cocktail nato per necessità all'epoca del dominio britannico in India quando, per curare la malaria, i soldati inglesi bevevano un infuso a base di erbe medicinali dal sapore piuttosto amaro, il chinino, e per renderlo meno ostile lo miscelavano a del gin, seltz e tanto ghiaccio giusto per abbassare la temperatura corporea febbricitante. Da medicina a cocktail universale è stato un attimo.

  • Servi freddo con tanto ghiaccio in un bicchiere tumbler o balloon e una fetta di limone

I cocktail ready to drink di Mattia Pastori si bevono a ritmo di playlist

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Qui trovi il Mediterranean Daiquiri by Mattia Pastori, la rivisitazione di un grande classico della miscelazione cubana grazie all'aggiunta dei profumi nostrani del bergamotto. Ma il daiquiri, rum bianco, succo di lime e zucchero di canna, non solo è stato cocktail preferito di Hemingway e del Presidente Kennedy, ma pure il nome di un villaggio cubano lambito da spiagge caraibiche. Un sorso e sei in vacanza.

  • Versa il pre-mixed in un bicchiere raffreddato a circa 4°- 8° gradi e poi alza il volume della musica

MI-TO, l'unione fa la forza. Anche in un bicchiere

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Il Milano-Torino o MiTo, cocktail dal nome evocativo, nasce nella seconda metà dell'800 e rappresenta l'aperitivo pre-dinner per eccellenza. La storia di questo drink vede l'unione di due componenti, il Vermouth simbolo indiscusso dell'happy hour torinese, una miscela perfetta ottenuta da un infuso di erbe a cui si aggiunge un goccio di vino bianco e il Bitter, 60 ingredienti tra erbe aromatiche e frutti in alcol nata su suolo milanese. Solo così, miscelate in un bicchiere, le anime di due città dinamiche hanno a lungo dissetato l'Italia sino a che, ai primi del Novecento, con l'avvento dell'Americano, evoluzione alleggerita per via della soda, ha cambiato i gusti degli appassionati dell'aperitivo.

  • Tanto ghiaccio, tumbler e spicchio di arancia o limone

Nio Cocktail + Sanpellegrino, la combo perfetta per alzare i calici

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Sotto la guida del mixologist romano di fama internazionale Patrick Pistolesi, all'interno del pack ci sono 5 cocktail ready to drink Nio rinominati per l'occasione. Il Diciannove, un bitter drink dai toni leggeri ed eleganti, perfetto come aperitivo delle sette di sera da esaltare con il gusto piacevolmente amaro del Cocktail Sanpellegrino; poi c'è l’Urbano, un drink dai toni meditativi, complesso e rotondo, da ultimare con il Chinò Sanpellegrino dal retrogusto amarognolo e fruttato; l’Amùre, un cocktail invece fresco con sentori di agrumi e more; Spicy Business cocktail speziato e complesso valorizzato da zenzero fresco e Ginger Beer Sanpellegrino; infine Exotic Tonic, un cocktail esotico grazie al tocco delicato e agrumato. Provali tutti!

Scopri il Boulevardier, il cocktail francese fashionista

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Si dice essere il cugino del Negroni per via di quella sostituzione del gin con il bourbon che comunque non ne ha alterato le proporzioni originali. Ma il Boulevardier, rimane comunque un cocktail francese dal fascino indipendente. Nato nel 1794 da un'idea di Dominic Venegas, si attribuisce la paternità definitiva allo scrittore americano Erskine Gwynne, di istanza nella Ville Lumière come editore della rivista di moda chiamata appunto Boulevardier, nonché assiduo frequentatore dell'Harry’s bar. Siamo a cavallo tra gli anni 20 e 30 del Novecento e dietro al bancone del club iconico Harry McElhone, uno dei più grandi barman che la storia ricordi. Bourbon, Campari e Vermouth rosso sono gli ingredienti principali di questo cocktail tornato di moda nel 2021.

  • Servilo rigorosamente in coppetta con una scorza di limone

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