Come affittare un vigneto e produrre il proprio vino

Di Redazione
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Photo credit: James R.D. Scott - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

La semina, la vendemmia, l'invecchiamento, l'imbottigliamento. L'odore delle cantine stracolme di barriques e i segni del mosto sulle botti grandi e piccole. Potrebbe sembrare una vita da sogno, eppure quello di chi gestisce vigneti e aziende agricole è un lavoro durissimo. E se non ci si accontenta più di fare una prova dell'esperienza semplicemente vendemmiando un weekend o facendo una degustazione guidata, ecco che alcune aziende e start-up si sono inventate esperienze decisamente molto più immersive. Da provare (anche da casa) ora.

Investire in un vigneto

The Vineyard & Terroir Fund è il fondo di investimento lanciato da Wine Source citato recentemente in un articolo pubblicato da How To Spend It. Il progetto consiste in un fondo regolamentato dedicato agli amanti del vino che mira a costruire un portafoglio di vigneti dal valore di 50 milioni di euro. Il prezzo di ingresso è alto: per singoli e privati infatti l'investimento minimo è di 200mila euro mentre per le aziende è di 500mila, il tutto con un contratto dalla durata vincolante di cinque anni. Ma perché allora investire proprio in vigne? Secondo le stime di Wine Source i rendimenti annui si attesterebbero intorno dall'8 al 12%. Il fondo ha già accesso a diversi vigneti d'eccellenza in Borgogna, Piemonte, Champagne e Napa, tra questi quello di Philippe Pacalet e Domaine Prieuré-Roch.

Affittare un vigneto

Un abbonamento a un vigneto o a un vino nello specifico che diventi anche un po' nostro. È questa l'idea di Cuvée Privée, un'azienda francese nata dall'intuito di tre appassionate di vino. Il servizio si basa su una subscription dedicata a un singolo vino, a scelta del consumatore. Una volta determinato su quale etichetta investire, ecco che si riceve a domicilio un welcome box con da una a sei bottiglie del vino scelto e un certificato di adozione. La durata dell'iscrizione è variabile, da uno a tre anni, in cui il possessore del contratto può visitare la cantina e ricevere aggiornamenti costanti sull'andamento della produzione. Fiore all'occhiello del servizio, le sei bottiglie dell'annata successiva personalizzate con il proprio nome.

Photo credit: Gerald French - Getty Images
Photo credit: Gerald French - Getty Images

Adottare un filare

Un'altra opzione per immergersi a pieno nel mondo della viticoltura e della produzione vinicola è infine quella di adottare un filare di vite. In Italia sono diversi i produttori che offrono questa possibilità a chiunque lo desideri. In Piemonte ad esempio l'Azienda Agricola Sara Vezza, propone tre tipologie di adozione a coloro che sognano di produrre un Barolo DOCG. Situata nel cuore delle Langhe, patrimonio dell'Unesco, l'azienda dà anche la possibilità di piantare una propria vigna all'interno di un territorio di proprietà o di scegliere un vigneto lusso con vista panoramica. Opzioni simili sono offerte nel resto delle zone del vino italiane, nell'Oltrepò pavese con l'azienda Figneto, sempre in provincia di Pavia attraverso Bricco dei Roncotti o sulle colline del Valdobbiadene da Casa Vecchia. Nel Chianti Toscano il servizio è offerto da realtà come la Fattoria Sant'appiano e l'Azienda Agricola Matteoli, mentre in Puglia l'iniziativa Dorso Rosso delle Cantine Paolo Leo permette di preservare la viticoltura pugliese e il tradizionale Negroamaro.