Come contrastare i sintomi del rilascio di acetilcolina

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prurito acqua
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Il prurito acquagenico è un disturbo cutaneo transitorio e non grave particolarmente diffuso nei mesi estivi. Da non confondersi con l’orticaria acquagenica, esso non consiste infatti in una reazione allergica, e non causa rossore o altre manifestazioni visibili. Nel caso del prurito acquagenico, la pelle (soprattutto quando abbronzata) è soggetta a una particolare reazione che causa un forte prurito. Al contrario di quanto si possa pensare poi, esso non insorge come conseguenza del contatto con l’acqua salata, ma con quella dolce, presente all’interno di ogni comune abitazione.

Prurito acquagenico: quando compare?

In generale il prurito acquagenico compare poco dopo aver terminato il bagno o la doccia. Esso può colpire tutte le parti del corpo, ma secondo le statistiche tende a manifestarsi principalmente su braccia, polpacci e caviglie. Le crisi di questo disturbo durano solamente pochi minuti. Non è raro tuttavia che in soggetti particolarmente esposti esso possa comparire ogniqualvolta la pelle rimanga a contatto con il sudore per tempi prolungati. Il processo che sta alla base del prurito acquagenico è un eccessivo rilascio del neurotrasmettitore acetilcolina. Quando esso entra in circolo in dosi elevate, è in grado di suscitare una sensazione cutanea simile alla puntura di spillo.

La comparsa di prurito acquagenico può, in alcuni casi, essere sintomo di patologie più importanti. Fra di esse rientrano:

  • epatite C

  • fibrosi cistica

  • intolleranza al lattosio

Per questo motivo, in presenza di manifestazioni numerose e prolungate, sarebbe bene effettuare alcuni accertamenti per escludere la presenza di altre malattie.

Consigli per combatterlo

Ad oggi non sembra esistere una vera e propria cura in grado di eliminare del tutto la comparsa del prurito acquagenico. Fortunatamente, esistono numerosi rimedi in grado di ridurre notevolmente l’effetto dei sintomi e alleviare la condizione di disagio in poco tempo.

  1. Il primo consiglio, utile anche a contrastare la presenza di ulteriori problemi della pelle, come eritemi o infiammazione, riguarda l’uso e il tipo di saponi da utilizzare. Chi soffre di prurito acquagenico infatti deve evitare composti aggressivi o eccessivamente trattati. Meglio quindi optare per un sapone neutro e con un pH adeguato a pelli sensibili. Attraverso una lettura approfondita dell’etichetta, evitare qualsiasi allergene anche di natura vegetale.

  2. Un secondo alleato fondamentale per combattere i sintomi è sicuramente la crema idratante: la pelle secca tende a prudere più facilmente. Applicare un sottile strato di crema idratante aiuta la pelle a ritornare elastica in brevissimo tempo.

  3. Da non sottovalutare inoltre l’applicazione di bicarbonato di sodio mischiato all’acqua. Questa sostanza contrasta attivamente il prurito, donando sollievo alla pelle e senza aggredirla.

  4. Una volta usciti dalla doccia, ricordarsi di asciugare la pelle in modo approfondito ma delicato. Prediligere quindi leggeri tamponamenti evitando di sfregare l’asciugamano sulla cute.

Infine, nei casi di prurito persistente è sempre consigliato l’uso di antistaminici ad azione locale, come creme e pomate.