Come funziona la dieta del piatto sano di Harvard, che promette di migliorare la nostra vita forever

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Photo credit: Courtesy Unsplash
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L’obesità rappresenta un importante problema di salute pubblica che sta pericolosamente crescendo: in Italia riguarda sei milioni di persone, mentre ventidue milioni sono in sovrappeso, soprattutto tra i più giovani. Dati preoccupanti, che hanno indotto la comunità medica e scientifica internazionale a riconoscere l’obesità come una malattia cronica che rappresenta un elevato fattore di rischio rispetto ad altre patologie non trasmissibili. Le conseguenze alle restrizioni durante il lockdown hanno aggravato la situazione: l’impossibilità di svolgere attività fisica in strutture dedicate, abbinata a un’alimentazione non corretta e ipercalorica, si è tradotta in un incremento del 30% dei disturbi alimentari tra cui, appunto, l’obesità.

In tutto ciò, come è evidente, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Un gruppo di esperti di nutrizione dell’Università di Harvard, che cerca di promuovere uno stile alimentare sano, ha messo a punto un piatto basato su una serie di linee guida semplici e di facile applicazione. Questo metodo di alimentazione è efficace per ottenere una riduzione del peso, che avrà benefici sulla salute a medio e lungo termine. Ma è bene sottolineare che per includerlo nel nostro stile di vita non è necessario essere in sovrappeso, anzi. Lo scopo dei ricercatori di Harvard è mettere a disposizione di chiunque uno strumento facile per preparare piatti bilanciati, sia che siano serviti su un piatto, sia che siano confezionati in un cestino da portare in ufficio.

Photo credit: Harvard Medical School
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Punti di forza del piatto sano di Harvard sono l’aspetto visivo nella distribuzione del cibo e delle porzioni, che lo rende facilmente applicabile alla vita quotidiana; la promozione di un consumo maggiore di frutta e verdura, che oltre a essere una ottima fonte di vitamine, minerali e fibre, garantiscono un buon apporto di carboidrati; la riduzione del consumo di cereali.

Sulla base del modello di Harvard, il 50% del piatto deve essere composta da frutta e verdura possibilmente di stagione, per mantenere integri i valori nutrizionali, variando il tipo di cottura. La restante metà deve essere divisa in parti uguali tra cereali integrali (25%), per evitare prodotti raffinati e farina bianca) e proteine (25%). I primi comprendono orzo, quinoa, avena frumento integrale, chicchi di frumento, riso integrale e alimenti prodotti con questi, come la pasta di frumento integrale. Quanto alle proteine via libera a carne, pollame, pesce, uova, legumi, proteine vegetali. Da consumare con moderazione la carne rossa, mentre carni processate, insaccati e latticini molto grassi sono da escludere.

Il piatto sano di Harvard incoraggia il consumo di cibi quanto più possibile naturali, acqua (evitando le bevande zuccherate), olio extravergine di oliva, di colza, di girasole. Il consumo di burro, margarina o olii parzialmente idrogenati è sconsigliato, poiché contengono grassi transgenici che causano un aumento del colesterolo cattivo (LDL). Latte e latticini possono essere assunti con moderazione, nella quantità di una o due porzioni al giorno. Fare scelte alimentari sane e consapevoli significa prendersi cura di se stessi, volersi bene. Resta inteso che uno stile di vita sano deve includere anche attività fisica. E il piatto sano di Harvard non lo dimentica.

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