Come funzionano gli anticorpi di tipo monoclonale?

·2 minuto per la lettura
anticorpi monoclonali
anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali sono dei particolari tipi di anticorpi, prodotti in laboratorio con tecniche di DNA ricombinate a partire da un unico tipo di cellula immunitaria. Sono molto utilizzati in ambito clinico per scopi diagnostici e terapeutici.

Come funzionano gli anticorpi monoclonali?

Gli anticorpi del nostro organismo, chiamati policlonali, non sono altro che delle glicoproteine prodotte dai linfociti B del sistema immunitario. Proprio queste proteine sono in grado di riconoscere e di legarsi in maniera specifica agli antigeni.

La funzione primaria è quella di riconoscere e neutralizzare gli agenti estranei e/o patogeni, come virus, tossine e batteri. Ciò è possibile grazie alla particolare struttura di queste molecole, che è ad Y.

Le braccia della Y sono le cosiddette regioni variabili dove si trovano i siti di legame specifici per l’antigene.

Una volta che l’anticorpo si lega all’antigene specifico, l’anticorpo stesso si attiva e dà origine alla risposta immunitaria che porterà all’eliminazione dell’agente estraneo.

Il meccanismo appena descritto per il funzionamento degli anticorpi policlonali vale anche per gli anticorpi monoclonali.

Gli anticorpi monoclonali, però, dato che possiedono un’affinità altamente specifica per un determinato tipo di antigene, nel momento in cui si legano ad esso consentono di ottenere una marcata risposta immunitaria nei confronti di tossine, proteine, cellule maligne o agenti patogeni.

Scopi diagnostici e terapeutici

Questo tipo di anticorpi vengono utilizzati in ambito diagnostico per rilevare la presenza di un determinato antigene. Proprio per questo vengono utilizzati per individuare agenti batterici o virali come anche marker tumorali.

Vengono utilizzati anche nei comuni test di gravidanza o test di ovulazione ma anche in ambito terapeutico, per trattare diverse patologie. A seconda dei casi, infatti, hanno un’azione antinfiammatoria, immunosoppressiva, antitumorale, per trattare patologie autoimmuni e come antiaggreganti delle piastrine.

Leggi anche: Cefalea: gli effetti degli anticorpi monoclonali

Limiti ed effetti collaterali

Gli effetti collaterali degli anticorpi monoclonali possono dipendere da molte variabili, come il principio attivo scelto, la patologia che si intende trattare e le condizioni generali e la sensibilità dei pazienti nei confronti dello stesso farmaco.

Il limite principale è l’alto costo di produzione insieme alla possibile risposta immunitaria che queste molecole potrebbero provocare nell’organismo. Può succedere infatti che il corpo dei pazienti sviluppi degli anticorpi policlonali per contrastare quelli monoclonali, riconoscendoli come agenti estranei e rendendo inefficace il trattamento.

Nonostante questo, le potenzialità delle terapie a base di anticorpi monoclonali sono molto alte e la ricerca è in costante sviluppo.