Come gestire le emozioni da piccoli: i consigli

·4 minuto per la lettura
gestione emozioni bimbi
gestione emozioni bimbi

Lo sviluppo emotivo è collegato allo sviluppo comunicativo e sociale. I bambini possono faticare a trovare un modo per esprimere le emozioni. D’altronde, essi non possiedono ancora le conoscenze linguistiche adatte, oltre a poter ancora avere problemi a riconoscerle. Questo rappresenta un rischio per il bambino che potrebbe essere indotto a nascondere le proprie emozioni o reagire in maniera inappropriata. L’importanza delle emozioni nei bambini: come insegnargli a gestirle.

L’importanza delle emozioni nei bambini

Diversi studi hanno evidenziato che grazie al linguaggio i bambini comprendono meglio le emozioni. Per questo motivo, quindi, risulta importante trattare il tema delle emozioni a scuola per poter aiutare i bambini riconoscerle e gestirle. Oltre a ciò, se i bambini non sono in grado di gestire le emozioni, si rischia di entrare in un circolo vizioso da cui è difficile uscirne. Esso attiva pensieri, idee e convinzioni in linea con l’emozione provata. Se un bambino si sente frustrato perché non riesce a svolgere un compito ricorderà più facilmente tutti gli insuccessi avuti, sviluppando la paura di non essere in grado di svolgere qualsiasi consegna. L’intelligenza emotiva è quindi importante anche per l’apprendimento e l’insegnamento. Come precedentemente detto, quindi, le emozioni ci guidano nel corso della vita e una loro corretta gestione può permetterci di apprendere più serenamente.

Numerose sono le emozioni che caratterizzano il processo evolutivo dell’infanzia: dalla paura, alla collera, alla gelosia, all’insieme di emozioni positive. Lo studio dell’emotività infantile, che pur mantenendo una quota di variabilità legata all’unicità di ogni bambino, oggi permette di affermare che un bambino in età prescolare è in grado di provare: empatia, capacità di offrire aiuto, paura, collera, gelosia e un insieme di emozioni positive.

L’importanza delle emozioni nei bambini: le risposte empatiche

Il bambino possiede fin dalle prime settimane di vita la capacità di provare empatia, cioè di entrare in sintonia con lo stato emotivo dell’altro. I neonati, per esempio, si attivano al pianto di un altro neonato e rispondono ai vocalizzi di adulti. Ancora: i bambini tentano di imitare le espressioni del viso dell’adulto, mostrando la voglia di entrare in contatto empatico con i propri simili.

Inoltre, il bambino è capace di offrire aiuto già a partire dai 18-20 mesi, riproducendo modalità di comportamento simili a quelle osservate nel suo ambiente. La variabilità nella modalità di risposta sta nell’individualità di ogni bambino: alcuni rispondono prontamente, altri dopo molto tempo. Non è raro osservare come possano offrire un loro giocattolo o del cibo, portare il ciuccio al fratellino o a un bambino più piccolo che piange, ricorrere alla vicinanza fisica o con oggetti che per lui sono gratificanti nel momento in cui coglie difficoltà nell’altro.

L’importanza delle emozioni nei bambini: sentimenti negativi e positivi

Tra le emozioni negative che un bambino prova ritroviamo paura, rabbia, gelosia. La paura è un’emozione comune nei bambini e assume nel tempo caratteristiche molto variabili. D’altronde, basti pensare alla paura dell’estraneo o alla paura del buio. Prima dei due anni i bambini temono rumori forti e, in generale, i cambiamenti repentini che possono riguardare oggetti, luoghi e persone. Con lo sviluppo cognitivo del bambino, la paura si associa a forme immaginarie e dunque a situazioni che non prevedono necessariamente la presenza di qualcosa che le scateni. Si tratta, infatti, di situazioni che il piccolo conosce poco e che non può controllare.

La collera è un sentimento molto frequente nell’infanzia. Essa si manifesta in maniera differente a seconda della causa e della modalità con cui viene gestita. Le sue manifestazioni possono sfociare in reazioni aggressive.

Le gelosia, poi, è un sentimento con cui i genitori molto spesso fanno i conti quando in casa arriva un fratellino o una sorellina. Questo sentimento nasce quando il bambino teme di perdere l’esclusività del legame che lo lega a mamma e papà.

Le emozioni positive come gioia, piace, affetto, curiosità assumono sfumature diverse a seconda del contesto nella quale vengono esperite. L’influenza dell’adulto e la modalità educativa, nonché il modo di gestire le proprie emozioni, costituiscono un importante esempio da cui il bambino trae un modello a cui ispirarsi.