Come la Black Culture ha rivoluzionato il 2020

Di Chidozie Obasi
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Photo credit: Courtesy Quil Lemons
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From Harper's BAZAAR

Il concetto di “Black Culture”, nel suo affermarsi nella storia, è stata una parte integrante, se non la causa, dell’avvio del processo di emancipazione in atto nella società odierna. Una rivoluzione che ha mutato per sempre il corso della storia. Nonostante infatti tutte le criticità e le difficoltà che ancora oggi la comunità di colore sta affrontando nel portare avanti un processo di transizione pacifica e liberale, le riforme occorse nel 2020 rimangono le uniche ad essere state in grado, seppur parzialmente, di dar via ad un nuovo assetto istituzionale e ad una democratizzazione del sistema, in seguito a decenni di conflitti culturali.

Una rivoluzione “in nome del progressismo”, che ha stravolto l’Europa e che ancora oggi vede molte incognite non risolte a pesare sull'attuale situazione sociale. Secondo quanto riportato da un nuovo studio di Forbes infatti, “un aspetto di questa evoluzione della coscienza è rimasto tristemente trascurato: è il rapporto della moda con la diversità, l'equità e l'inclusione (DEI), dato che un'industria veramente sostenibile è un'industria composta da persone diverse con background diversi, dove c'è trasparenza in quella rappresentazione lungo tutta la catena del valore e su e giù per l'organigramma”.

Photo credit: Courtesy Trinity Poleon
Photo credit: Courtesy Trinity Poleon

Di conseguenza, negli ultimi mesi, l'industria della moda ha intensificato i suoi sforzi per ripensare l'approccio all’inclusività e a valorizzare l’arte di creativi appartenenti alla comunità di colore.“Penso che sia un vero peccato che quando la gente riflette sull'importanza e la rilevanza dell'esistenza della Black Culture, è in concomitanza di una protesta o di un incidente, e le vittime di questi sono membri della comunità di colore”, ha spiegato Stephen Tayo. “La nostra influenza non dovrebbe essere visibile solo quando rientra in un'agenda. Penso che il 2020 sia stato un anno molto significativo ed è interessante vedere come i creativi neri siano stati in grado di raccontare le proprie storie a partire dalla tecnologia, dalla moda, dall'arte, dalla musica. Quello che penso, a proposito del futuro, è che sarà pieno di possibilità solo se le persone di colore non dovranno protestare per giustificare la propria esistenza”.

“L'influenza della Black Culture non può essere quantificata,” afferma il fotografo Quil Lemons. “La sua influenza è troppo grande per essere compresa. Nel 2020 ha toccato ogni angolo di quella internazionale, e così continuerà a fare nei prossimi anni. Ciò che ha reso unico il 2020 è che i creativi di colore stanno finalmente iniziando a vedere i propri meriti celebrati e a farsi riconoscere per il loro talento. Spero che questo continui”. L’hairstylist Issac Poleon, ha aggiunto: “Penso che il Movimento BLM sia stato un forte sostegno per la Black Culture e abbia aperto gli occhi che erano ancora chiusi, mettendo in luce gli svariati modi in cui Black Art e Black Culture hanno agito in questo mondo. Credo che questo ci abbia mostrato quanto lontano siamo arrivati, ma anche quanto lontano dobbiamo andare. Credo che le voci della comunità nera siano state amplificate e ascoltate. Per la prima volta, sento che il cambiamento sta per arrivare, ed è una sensazione incredibile. Credo che questo porterà a un futuro di integrazione!”

Il lavoro non è concluso tuttavia ma rimane l'ottimismo che l'attuale scenario di transizione possa effettivamente portar a uno mondo migliore. Nella moda in particolare la Black Culture è oggi molto radicata e fertile, e sta ottenendo attraverso riviste di moda, fotografia, grandi schermi e social media una fondamentale attenzione. “La bellezza e lo spessore tipici della cultura nera sono speciali, sono ciò che ci rende unici ma anche ciò che ci lega,” afferma Gabriel Moses. “Con tutto il mio lavoro fin da giovane, ho cercato di difendere la mia comunità e di fare riferimento a ciò che mi circonda. Credo che quello che è accaduto quest'anno ispirerà una generazione a trovare il proprio ruolo su misura nella società".

Photo credit: Courtesy Quil Lemons
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Nell’istruzione come nella comunicazione e nel lusso più in generale, stanno avvenendo riforme e grossi cambiamenti che guardano a un futuro inclusivo e privo di bias, mettendo la comunità e l’importanza della Black Culture al centro del discorso. A confermare ciò è l’imprenditore Fadzi Mkandla, fondatore della piattaforma mTag. “La nostra cultura rende innegabilmente le cose nuove e di conseguenza le fa diventare di tendenza, il che fa aumentare la domanda di prodotti per miliardi ogni anno, soprattutto nel settore della moda. Ma questo valore finisce per non spettare direttamente a noi, ma viene sistematicamente raccolto da chi ospita la nostra cultura,” ha spiegato Mkandla ad Harper’s Bazaar Italia. “Prima erano riviste, ora l’interesse si è spostato alle piattaforme multimediali e ai social media. Dunque, attraverso mTag abbiamo sostanzialmente costruito dei canali digitali che chiunque può usare su qualsiasi piattaforma, collegando i contenuti dei Black creatives (e non solo) a vicenda, affinché ci sia un apprezzamento per i content creator di colore e un guadagno diretto. Se raggiungiamo il nostro obiettivo. che è quello di rendere questi canali parte del tessuto stesso di internet, allora la nostra cultura, insieme a tutti i creatori di media del mondo, sarà economicamente potenziata per sempre”.

Sul piano culturale, negli anni Sessanta il movimento è emerso il movimento Black Is Beautiful, il quale ha stravolto gli ideali eurocentrici, chiedendosi se le caratteristiche della comunità bianca definissero effettivamente il canone di bellezza tradizionale. Gli uomini e le donne di colore furono incoraggiati a non schiarire più la loro pelle con cosmetici (una prassi assai comune al tempo) e a non lisciare i capelli, rafforzando l’afro come simbolo dell'attivismo politico. L'attivista Angela Davis, è nota come l'incarnazione della moda legata a quel periodo storico: capelli naturali, maglioni a collo alto e catene d'oro (à la Principe di Bel Air). Con le generazioni di giovani sempre più all’avanguardia nella lotta al cambiamento, i marchi che commerciano nel clima moderno stanno man mano cominciando a utilizzare le loro piattaforme per sostenere in modo autentico le cause che stanno a cuore alla comunità Black. Il Black History Month per esempio continua a guadagnare visibilità: secondo un report del The Guardian lo scorso febbraio, in America, le comunicazioni e i prodotti associati alla comunità nera evento sarebbero aumentati del 68%.

Photo credit: Courtesy Quil Lemons
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"Mi entusiasma vedere che l'attenzione si sia spostata sulla cultura nera all'interno della moda, soprattutto nell'ultimo anno,” conclude Trinity Ellis. “Mentre la diversità viene incoraggiata e l'uguaglianza viene promossa, molte persone ai vertici raccolgono ancora i benefici - le strutture che ospitano queste industrie e istituzioni devono ricominciare da capo. Per molti questa nozione è radicale, per me è buon senso". È ancora prematuro dire verso quale direzione possa andare il futuro della comunità nera, ma una cosa è certa: l’influenza della Black community verrà difficilmente offuscata, e il cambiamento avvenuto nel corso del 2020 aprirà indubbiamente scenari inediti di dialogo, in virtù dell’importanza di equilibri che si dipanano oltre i confini di qualsiasi realtà discriminatoria.