Come l'arte risente degli eventi del mondo, dalla guerra alla pandemia

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Photo credit: Bettmann - Getty Images
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"E così andiamo avanti, barche contro la corrente, incessantemente trascinati verso il passato" scriveva il celebre scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald. Quante volte vi è capitato di emozionarvi in un mercatino dell’usato davanti a un libro, un accessorio o un capo di abbigliamento appartenuto a un passato ormai lontano? O di rimettere in ordine una soffitta impolverata e ritrovare un oggetto che riporta alla mente preziosi ricordi e una piacevole nostalgia? In questa rubrica vogliamo parlare dell’irresistibile anima vintage che è presente in ognuno di noi in diverse percentuali. Perché è impossibile cancellare quello che è stato, anche perché a volte serve guardare indietro per trovare l’ispirazione, nella moda, nell’arte, nella musica e nella vita.

“Ogni epoca significativa ha lasciato le sue impronte incancellabili attraverso la manifestazione lirica, scultorea, coloristica”. Un vecchio articolo sulla rivista Scena Illustrata di Giugno 1935 riflette su come gli artisti siano influenzati dal periodo storico in cui vivono.

Ho pensato fosse un argomento attuale visti i tempi di pandemia in cui siamo da oltre un anno. La cultura ha risentito molto del lockdown e della limitazione alla vita sociale: mostre e musei chiusi al pubblico, iniziative artistiche rimandate, zero possibilità di viaggiare per visitare nuove esposizioni ed entrare in contatto con diversi usi e costumi.

“L’arte vera - quella che incide attimi sublimi nei cieli dell’ideale, quella che è manifestazione del proprio Io, rappresentazione e trasfigurazione della realtà vissuta, quella che si nutre di raccoglimento, di tormento e di passione, e si eleva al di sopra delle scorie infime e vili della vita - non può essere generata se non in tempi eroici. Di fatti, le guerre e le rivoluzioni, con le loro fasi raccapriccianti e i loro contrasti, hanno ispirato in ogni tempo gli artisti, tutti gli artisti, a magnificare, con voci alate, espressioni scultoree e motivi coloristici, gli avvenimenti più intimi della storia di un popolo” si legge nel vecchio articolo.

L’arte è frutto di emozioni, siano esse negative o positive. Ma forse, nel corso delle epoche, sono stati più gli eventi tragici e drammatici ad ispirare gli artisti nelle varie parti del mondo. Come la guerra. “Ogni artista si è preoccupato, oserei dire, di scavare in profondità tra le pieghe del tempo, di ricostruire i momenti più significativi dell’umana volontà, nonché le attese, le delusioni, le conquiste di coloro che comunque lottarono per il raggiungimento delle superiori idealità”.

La realtà vista dagli occhi di un artista può rivelare anche dettagli nuovi e nascosti di una situazione vissuta da molti. La pandemia, infatti, ha incoraggiato la realizzazione di film, quadri, sculture, che sono diventati veicolo di un messaggio di speranza per un futuro migliore, o hanno aiutato a metabolizzare quel senso di incertezza, solitudine e paura che ha investito gran parte della popolazione mondiale dallo scorso Febbraio 2020.

“L’arte è la testimonianza più spiccata e più vera della storia di un popolo” e “L’artista si preoccupa di esser nel tempo, poiché in esso sono sospiri, nostalgie, canti. Sul palcoscenico e sullo schermo sono stati trasportati avvenimenti di primo piano; nelle palestre, nelle piazze, nei campi littori sono state erette statue significative, di alta potenza simbolica; inni e canzoni sono sulle labbra nei giovani riuniti in coorte”.

Tra molti anni quando - si spera - ci saremmo lasciati la pandemia alle spalle, forse le opere d’arte in senso lato, dai libri ai dipinti, dalle sculture alle fotografie, installazioni, film e documentari, saranno la testimonianza di quanto abbiamo vissuto.

Ricordi tangibili, in parte dolorosi, in parte incoraggianti. “L’anima ha voci suadenti. E come dai rovi si affacciano i fiori, così dalle foschie delle umane contingenze sorge la visione eroica della vita, della nostra vita”.

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