Come liberarsi dalla fame emotiva?

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Photo credit: Courtesy of Unsplash - Gardie Design & Social Media Marketing
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Il nostro corpo reagisce alle emozioni nei modi più disparati: in momenti di stress intenso possiamo provare dolore alle spalle, mal di testa improvviso o fastidi allo stomaco. Una cosa comune a molti, però, è buttare lo stress sul cibo: le emozioni, infatti, possono spingerci a mangiare senza che il nostro corpo ne senta realmente il bisogno. Che si tratti di stress, mal d'amore o di un "colpo di blues" dovuto a una brutta notizia (o all'arrivo della PMS, la sindrome premestruale), spesso facciamo leva sul cibo. Questa cosiddetta fame emotiva – che si tratti di voglia di dolce o salato – sembrerebbe calmare momentaneamente l'impulso: cosa succede però se si tratta di una pratica troppo abituale? Come può reagire il nostro corpo se ingeriamo, alla lunga, del cibo di cui non abbiamo bisogno per rispondere a un bisogno strettamente emotivo? Certo, il nostro organismo ci fornisce impulsi per farci capire che ha bisogno di "carburante" che gli procuri energia immediata: se però è la fame emotiva ad entrare in gioco, i comandi non vengono dalla parte più razionale del cervello (come normalmente capita), ma da quella emozionale. Vediamo insieme come riconoscere la fame emotiva e come liberarcene una volta per tutte!

Sfogarsi sul cibo: perché lo facciamo?

Riflettiamo sui momenti più difficili della nostra vita: non possiamo certo negare quanto la nostra alimentazione vada a soffrire del nostro livello di stress o della poca serotonina che abbiamo in corpo. Confortarsi con il cibo è qualcosa molto profondo, che ha radici nella nostra infanzia: il bambino in preda a una crisi di capricci si calmerà alla vista del cioccolato e, nello stesso modo, l'adulto farà leva al suo comfort food preferito (che, spesso, gli ricorda appunto la sua infanzia e le relative sensazioni familiari) per far fronte a situazioni chiaramente scomode o difficili. Inutile dirlo: snack salutari quali mandorle e mandarini non funzionano in questi casi! Il bisogno d'ingerire zuccheri – che si tratti di cioccolato, biscotti o di una fetta di deliziosa Sacher – equivale a ricevere un piacere immediato: come una scarica di endorfine e serotonina, sotto forma di zuccheri complessi.

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Artem Labunsky
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Come liberarsi dalla fame emotiva?

Certo, è fondamentale riconoscere il comportamento nocivo (ovvero mangiare per contrastare un malessere interno), ma non dobbiamo stigmatizzare il cibo: sapere che qualcosa è off-limits ce lo fa desiderare ancora di più e, una volta che abbiamo ceduto alla tentazione, sembrerà poi impossibile farne a meno! Essere consapevoli di questo nostro meccanismo (mangiare del cioccolato prima di un esame difficile o di un meeting importante) ci permetterà di aggiustare il tiro; il nostro corpo ha bisogno di zuccheri? Bene, non neghiamoglieli, ma perché non prediligere uno vasetto di yogurt Skyr (yogurt islandese di cui, ammetto, non posso più fare a meno) o un pacchetto di cracker a quel cucchiaio (o più) di Nutella? Certo è che, qualora il nostro comportamento dovesse arrivare a diventare addictive, non possiamo esimerci dal fare appello a un terapista; fino ad allora (e così è nella maggior parte dei casi) cerchiamo di fare appello alla nostra consapevolezza e al nostro giudizio.

Per approfondire l'argomento

Noi di Elle sappiamo quanto certe tematiche possano starvi a cuore e vogliate saperne di più. Oggi vi proponiamo un approfondimento sulla fame emotiva attraverso tre libri: nel primo, L'alimentazione emotiva. La soluzione DBT per rompere il cerchio delle abbuffate, gli autori Debra Safer, Sarah Adler e Philip Masson fanno appello alla Diabetical Behavior Therapy (DBT) per supportare i binge eaters verso una risoluzione della loro alimentazione da stress. Nel secondo testo (50 modi per vincere la fame nervosa), Susan Albers elenca molti esempi di fame nervosa, per analizzare e capire da dove questa provenga per la maggior parte di noi: l'autrice suggerisce come affrontarla, aggiungendo spunti di meditazione consapevole (mindfulness meditation) per sconfiggere la fame nervosa e ritrovare sia la forma fisica che il benessere psico-emotivo. Infine, il terzo libro, InFame: Ambra Angiolini propone una storia intelligente, cruda e senza abbellimenti sul tema della fame emotiva; un libro spiazzante, che ha toccato il cuore di molti lettori che si sono trovati nelle parole di una delle autrici / presentatrici / attrici più amate dagli Italiani.

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