Come nasce un abito Dior Haute Couture Primavera Estate 2021

Di Fabrizia Mirabella
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Elina Kechicheva
Photo credit: Courtesy Elina Kechicheva

From Marie Claire

Quanti tratti di pennello dopo, quanti metri di filo dopo, quanti su-e-giù di aghi dopo, quante menti, quante braccia, quanti polpastrelli dopo viene alla vita un abito Dior Haute Couture Primavera Estate 2021. In sessanta secondi + 1, di cui è composto il bouquet di frame del video savoir-faire dedicato all’abito La Protagonista, si schiude la magia dell’artigianato delle petites maines della maison di Avenue Montaigne. Ispirata alla passione di Monsieur Dior per le arti divinatorie, i segni e gli amuleti, la collezione Dior Haute Couture SS 21 prende forma attraverso look che interpretano le carte dei celebri tarocchi miniati da Bonifacio Bembo per i duchi di Milano, intorno al 15esimo secolo. La Papessa, l’Imperatrice, la Giustizia, il Matto, sono abiti dalle silhouette architettoniche, sono personificazioni di papabili ipotesi per il futuro, sono le lettere scritte su nuovo dizionario criptico del mondo. Sono assaggi della potenza costruttiva e creativa di chi vive il dietrolequinte delle collezioni Dior, dei cultori, tecnici e artigiani che tessono tweed, cachemire, organze per trasformarle in abiti da sera o da mille e una notte, camicie, gonne, pantaloni, mantelle. Che dipingono a mano libera su pizzi e intarsi, che decorano velluti guidati dalla bellezza espressiva delle forme dei segni zodiacali, che non hanno bisogno della realtà aumentata, l’effetto 3D lo ottengono grazie a un gioco di piume, che costellano di luce preziosi jacquard come in un big bang couture. È così che anche l’evening dress La Protagonista nasce dal savoir-faire che rifugge l’artifizio meccanico per prediligere quell’umami che solo le mani dell’uomo possono, e sanno. Realizzato a partire dalla tecnica di découpage settecentesca “lacca povera”, tipica dei mobili veneziani dell’epoca, l’abito Haute Couture Dior 2021 diventa la missione di Jean-Pierre Ollier, esperto artigiano e restauratore voluto fortemente da Maria Grazia Chiuri per ricoprire e dipingere con piccole stampe floreali tutto il perimetro del dream dress.

Photo credit: © Elina Kechicheva
Photo credit: © Elina Kechicheva

Se i tarocchi sono una delle chiavi di accesso al mondo magico, per scrutare l’ignoto e contemporaneamente guardare dentro se stessi senza paura, Matteo Garrone è il Virgilio che ci prende per mano per trasportarci dal nostro mondo a un altro, il suo. Quello dei racconti rarefatti, degli sguardi eterei, degli ambienti intrisi di magia, degli escamotage distintivi del regista romano, che oggi diventano la chiave di (s)volta del viaggio di Dior attraverso l’iconografia dei tarocchi viscontei. Il mini film di Matteo Garrone per l’Haute Couture di Dior Primavera Estate 2021 è una peregrinazione all’interno di un castello popolato da una serie di figure che pongono questioni, che disorientano, che invitano a guardare il mondo usando un punto di vista diverso. La vita come la couture, la couture come la vita, il territorio della sperimentazione e del possibile.