Come pulire e prendersi cura delle pentole e delle padelle antiaderenti

Una padella in una foto d’archivio Getty Images

Perché per le padelle e per le pentole antiaderenti bisogna fare particolare attenzione quando, dopo l’utilizzo, si devono pulire? Tutto nasce dalla scoperta, avvenuta a cavallo della loro diffusione, della reazione tossica e potenzialmente cancerogena che avviene in queste padelle quando sono rovinate.

In passato le padelle antiaderenti venivano prodotte usando il cosiddetto acido perfluoroottanoico, o PFOA; la patina antiaderente era già di per sé potenzialmente tossica a causa della reazione prodotta al minimo danneggiamento. Oggi si usa il politetrafluoroetilene (PTFE), che però non è nemmeno lui materiale da respirare a pieni polmoni; alcuni studi ritengono che vi siano delle relazioni fra presenza di PTFE e rilascio di PFOA, soprattutto quando la pentola è danneggiata da abrasioni significative e usata a temperature elevate.

Per non incorrere in guai, la soluzione migliore sarebbe evitare di esporre l’organismo a una quantità massima giornaliera di PFOA pari a 1,5 microgrammi per Kg di peso; un calcolo oggettivamente complicato da fare. Attualmente il PFOA è stato rimpiazzato da Genx e PFAS, altri polimeri sui quali servono ulteriori studi per escludere una loro tossicità.

Se hai o vuoi comunque avere padelle antiaderenti i consigli sono semplici: acquista prodotti di alta qualità e rispettosi delle normative europee; evita modelli leggeeri; non usare il prodotto a temperature oltre i 250 gradi; non lavare in lavastoviglie per evitare graffi; e infine lava con delicatezza. Ma come si fa a lavare con delicatezza un prodotto così ‘fragile’?

Prima di tutto occorre mettersi in testa che una padella antiaderente dura al massimo un paio di anni, anche se è trattata con i guanti. Ma per pulirla? Prima di tutto controlla sempre sull’etichetta le tipologie di piano da cottura sulle quali può essere usata, che non fa male.

Prima di inaugurarla, se è nuova di zecca, lavala con acqua tiepida e detersivo; poi passa un filo di olio sul fondo (questa operazione va ripetuta di tanto in tanto). Attenzione: non devi mai mettere queste padelle sul fuoco quando sono vuote, e soprattutto regola la fiamma in modo adeguato.

Mentre cucini, non mescolare mai con mestoli di metallo o forchette e coltelli. Meglio utensili in legno, plastica o silicone. Per tagliare il cibo cucinato lì, versalo altrove: un taglio sulla padella potrebbe già essere un saluto definitivo.

Dopo la cottura, non lavarla immediatamente: prima si deve raffreddare. Se rimangono dei residui di cibi (male!), magari incrostati, non provare a toglierli con la spugna abrasiva. L’unica cosa da fare è riempire la padella d’acqua per far sì che i pezzi possano essere rimossi a mano.

Una volta liberata la padella dagli avanzi, puoi partire con il normale lavaggio: acqua tiepida, qualche goccia di detersivo per piatti, e una spugnetta morbida. Alla fine asciuga con un panno di cotone, in modo che non rimanga mai umida. Quando la riponi, deve stare da sola se possibile; altrimenti appoggia sopra la padella uno due fogli di carta assorbente, in modo che non si graffi con un’altra pentola accanto.

Per mantenere al meglio le tue pentole, immergile circa due volte a settimana in una soluzione composta da acqua tiepida, un cucchiaio di bicarbonato e qualche goccia di limone, lasciandole in ammollo per una decina di minuti. Poi sciacqua e asciuga sempre con un panno di cotone.

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