Come sostituire le proteine vegetali nella dieta

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soia
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La soia è un alimento tipico dei paesi orientali, che si sta diffondendo sempre più anche in occidente. Si tratta, infatti, di un ottimo sostituto vegetale delle proteine animali e possiede molte proprietà benefiche.

Soia: caratteristiche ed effetti benefici

La soia è un legume che fornisce un apporto proteico decisamente maggiore rispetto ad altri alimenti della sua stessa famiglia, come ad esempio fagioli o ceci. In commercio è possibile trovarla sotto molte forme: esiste infatti la panna, il latte, il gelato, la margarina, il tofu, il legume secco, i germogli, la farina, la salsa, il miso e il tempeh.

La soia non è molto calorica, ed è quindi perfetta per chi ci tiene alla linea: 100 grammi di prodotto, infatti, contengono 54 kcal.

Proprietà

Come già accennato, fornisce un maggior apporto di proteine rispetto agli altri legumi. I semi della pianta, infatti, offrono circa il 36% di proteine, oltre ad un buon contributo di grassi polinsaturi.

Il legume al suo interno contiene minerali fondamentali per la salute, come il calcio, il magnesio, il potassio, il fosforo, il ferro, vitamina A, C, vitamine del gruppo B e fibre.

Le fibre sono utili a mantenere la naturale regolarità dell’intestino. Al tempo stesso, aiuta a tenere a bada la glicemia e il colesterolo. I sali minerali come calcio e fosforo, invece, aiutano la mineralizzazione delle ossa e prevengono l’osteoporosi.

La soia contiene anche isoflavoni, che aiutano le donne a trattare i disturbi della menopausa. Gli isoflavoni, infatti, vanno a compensare in parte gli estrogeni che tendono a mancare e che creano scompensi all’interno dell’organismo femminile quando la donna non è più fertile.

Le proteine fornite al nostro organismo, invece, potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella riduzione dell’accumulo di trigliceridi nel fegato. Secondo uno studio, la soia sarebbe in grado di aiutare il fegato a ritornare ad un funzionamento parzialmente normale nei pazienti obesi.

Gli alimenti a base di soia, infatti, possono alleggerire la condizione di stress e di sovraccarico a cui il fegato è sottoposto.

Attenzione alle quantità

Bisogna fare attenzione alle quantità di soia che si consumano, perché il legume può produrre spiacevoli effetti collaterali. La soia, infatti, contiene alcuni fitoestrogeni che potrebbero andare a stravolgere l’equilibrio della tiroide e di altri organi.

È consigliato consumarla due o tre volte a settimana, e conviene prediligere prodotti come salsa di soia, tempeh, natto e miso piuttosto che il legume fresco o il latte di soia.

Il consumo andrebbe limitato anche per evitare il rischio di diventare intolleranti. Il latte di soia, quindi, andrebbe alternato con il latte di riso, di avena, di nocciole o di mandorle.

Invece, chi ha sofferto di un cancro al seno, all’utero o di altri tumori estrogeno-dipendenti dovrebbe evitare completamente il consumo di soia.