Come test per il Covid-19 potremmo usare semplicemente l'olfatto?

Di Enrico Pitzianti
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Photo credit: Chris Hondros - Getty Images
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From Esquire

Partiamo da un presupposto ovvio: per combattere la diffusione del nuovo coronavirus l'unico modo, finché non arriverà il vaccino, è isolare i contagiosi. Per isolarli, però, bisogna trovarli e per ora, com'è evidente, non ci stiamo riuscendo con sufficiente efficacia. L'unico modo che si è trovato negli spazi pubblici è misurare la temperatura corporea, ci sono scanner termici negli aeroporti, nelle stazioni e negli uffici pubblici, e in generale tutti noi stiamo misurando la temperatura sempre più spesso. Ma c'è un problema, molti infetti da Covid-19 non hanno la febbre.

Detto in altre parole, se ci limitiamo a misurare la temperatura delle persone con scanner e termometri laser, rischiamo di avere comunque migliaia di persone che sono positive al virus, e contagiose, ammesse su aerei, bus, eventi pubblici e così via.

Stando ai dati dell'applicazione ZOE COVID il 57% di chi risulta positivo alla Covid-19 non ha mai sviluppato la febbre, e per chi l'ha avuta, in media, è durata solo due giorni, mentre con tutta probabilità la contagiosità si è protratta per più tempo. La domanda a questo punto è: cosa dovremmo verificare di noi stessi per sapere di essere positivi e decidere di autoisolarci? E, allo stesso modo, cosa dovremmo cercare nelle persone che si muovono tra stazioni, uffici e aeroporti? Una risposta possibile è testare l'olfatto.

Come riporta Tim Spector, professore di epidemiologia al King's College di Londra, in un articolo pubblicato su The Conversation, la perdita dell'olfatto è un sintomo da infezione da Covid-19 presente in oltre il 65% degli adulti risultati positivi, mentre solo il 40% dei positivi ha avuto la febbre. Ma c'è anche un altro vantaggio: la perdita dell'olfatto, al contrario della febbre, non dura pochi giorni, in media è presente per una settimana ma può protrarsi fino a quindici o venti giorni. Addirittura per ben il 16% degli infetti considerati da Spector e il suo gruppo di ricerca la perdita dell'olfatto è stato l'unico sintomo.

La prima conclusione da fare è che possiamo cominciare, da subito, a considerare il nostro olfatto come una prova da fare in casa: prima di andare a lavoro o all'università misurare la febbre è utile, ok, ma lo è ancora di più odorare il barattolo del caffè o il formaggio che sta in frigo. Se non sentiamo l'odore, anziché uscire stiamo a casa e non importa se la febbre non c'è, abbiamo comunque fatto un'ottima azione.

Se abbiamo perso l'olfatto è meglio contattare il nostro medico, ma niente panico, anzi, c'è un dato, incoraggiante: uno studio della University College London ha dimostrato come il 75% di chi ha perso l'olfatto per via della Covid-19 ha poi sviluppato gli anticorpi. Questo nonostante oltre il 25% di loro non abbia avuto nessun altro sintomo.

Photo credit: Stefano Montesi - Corbis - Getty Images
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Ma testare l'olfatto, nostro e di chiunque altro negli spazi pubblici, ha anche dei problemi: gli anziani, per esempio, spesso hanno un olfatto ridotto già a causa dell'età. E se fosse questo il nostro modo di cercare i positivi al virus rischieremmo di trovarne molti di più di quanti non lo siano davvero, perché ora che arriva l'inverno basta un normale raffreddore per perdere l'olfatto, e non è detto che sia correlato al nuovo coronavirus. Ci sarebbe anche il rischio, ma tutto sommato meno importante, di trovare falsi positivi dovuti al fatto che l'anosmia (il nome tecnico della mancanza di olfatto) causata dalla Covid-19 dura così tanto che l'infezione potrebbe essere già passata.

Per queste ultime ragioni, purtroppo (perché sarebbe stato un gran spettacolo), non vedremo all'ingresso delle stazioni e degli uffici pubblici persone che, anziché misurare la febbre col termometro scanner, fanno annusare un pezzo di gorgonzola. Ma ce ne faremo una ragione: ciò che importa è che testare il nostro olfatto è utilissimo, e dovremmo farlo ogni giorno, ci vuole poco e gli studi indicano che potrebbe darci una mano nel contenere la pandemia.