Come Wheel of Fortune and Fantasy si è aggiudicato (e meritato) l'Orso d'Argento alla Berlinale

Di Letizia Rogolino
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Photo credit: Berlinale
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From ELLE

Wheel of Fortune and Fantasy, diretto da Ryusuke Hamaguchi, ha vinto l’Orso d’Argento - Gran Premio della Giuria alla Berlinale 71. Il festival tedesco si è svolto online a causa della pandemia di coronavirus in corso, ma i film selezionati sono stati comunque di qualità. Come questo dramma giapponese diviso in tre episodi che ruota intorno al tema della coincidenza e dell’imprevisto che influenza la nostra vita, nel bene e nel male. Un dramma agrodolce, contemporaneo e universale ambientato in parte in una Tokyo in pieno lockdown, in cui si alternano tre storie di donne innamorate per parlare di amore e relazioni interpersonali in modo realistico e sincero. Hamaguchi costruisce un film diviso in capitoli per analizzare cosa si prova ad essere sorpreso dalla “coincidenza e immaginazione” e lo fa strizzando l’occhio al cinema francese. Una sceneggiatura che si concentra prevalentemente su lunghi dialoghi articolati che catturano l’attenzione dello spettatore. Sono le parole a donare ritmo al posto delle azioni e, con esse, il regista si diverte a stuzzicare la fantasia del suo pubblico, passando dai sentimenti agli impulsi, dal sogno all’istinto.

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Nel primo episodio viene presentata la vicenda di un intricato triangolo di amore-odio che coinvolge Meiko, una giovane modella che si rende conto che l’uomo con cui la sua migliore amica ha intrapreso una relazione è il suo ex fidanzato. Costretta, pertanto, ad affrontare la sua gelosia irrisolta, diventa una sorta di stalker per il suo vecchio amore, fino a una doppia conclusione arguta che divide in due la storia in stile Sliding Doors, suggerendo che un po’ di discrezione e generosità potrebbero salvarci dai nostri peggiori impulsi. E che a volte bisogna prendere una decisione prima che sia troppo tardi.

Nel secondo episodio lo studente universitario Sasaki vuole vendicarsi di un professore e costringe la sua ragazza Nao a tendergli una trappola. Lei prova così a sedurre il professor Sagawa leggendogli passaggi sessualmente espliciti dal suo romanzo vincitore di premi, registrando l’audio del loro incontro. Questo tragicomico schema però le si ritorce contro quando vittima e carnefice finiscono per scoprire nevrosi condivise e problemi di autostima. Un ironico scherzo del destino assicura che la loro traballante amicizia in erba si riveli ancora più distruttiva dell'imboscata originale.

Colpisce, tuttavia, come il regista abbia costruito un momento estremamente intimo ed erotico senza mostrare scene esplicite o sfruttando i classici escamotage, ma affidandosi solo al tono della voce e a un monologo puntuale, vibrante e intrigante. La prova che la forza di un film è sempre la sceneggiatura.

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Infine, il terzo episodio, girato durante il lockdown della scorsa estate in Giappone, ha una premessa leggermente fantascientifica: un virus informatico ha disabilitato la maggior parte della rete Internet. Tuttavia, questo retroscena ha solo un impatto di contorno sullo psicodramma catartico che si svolge tra Natsuko e Nana, due donne quarantenni che si incontrano per una bizzarra coincidenza, uno scambio di identità. Questo incontro accidentale si rivela inaspettatamente fruttuoso per entrambe, creando uno spazio sicuro per una reciproca effusione di rimpianto di mezza età e una confessione di guarigione, che riesce a essere sentita, insieme, artificiosa e stranamente toccante.

Wheel of Fortune and Fantasy è un film emotivo, autentico e ben scritto. Invoca il cinema europeo, in particolare quelle rappresentazioni calorosamente indulgenti della noia borghese parigina di Eric Rohmer. I personaggi femminili prevalgono e sono imperfetti, ma empatici e onesti. Si percepisce un lirismo umile che pulsa in ambienti urbani, tra fragranti esplosioni di luce, desiderio e perdita. Il tutto sulle note di una musica classica discreta ed elegante, usata con parsimonia.