Comprare capi usati online è più di una tendenza di moda, il vintage ora è un modus vivendi

Di Federica Caiazzo
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Photo credit: Neil Mockford - Getty Images
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From ELLE

È un dato di fatto e i dati parlano chiaro: la compravendita dei capi vintage sta avendo il suo momentum, un ritorno di gloria che solo un anno (complesso) come il 2020 avrebbe potuto rendere possibile. Secondo Business of Fashion, “prima che la pandemia arrivasse, il mercato del vintage era già su un’ottima strada per raddoppiare il suo profitto in dollari da 24 miliardi a 51 miliardi entro il 2024”. È quanto riporta whowhatwear.co.uk, definendo questa crescita “molto accelerata”. E accelerata in effetti lo è davvero: si pensi che, solo in Italia, sono state lanciate due nuove piattaforme di compravendita - Vinted e Lampoo - sulla scia del successo internazionale di Vestiaire Collective, The RealReal e Depop (a proposito, la generazione millennial ADORA usare Depop). E tante altre altre stanno arrivando come Maimesso.com che già dal nome la dice lunga su come gestire il delcuttering dell'armadio in maniera circolare e sostenibile. Ma da dove arriva tanto hype? Il fenomeno ha dell’interessante, capiamo di più.

Inutile giraci attorno, whowhatwear.co.uk viene subito al dunque spiegando il motivo numero #1 del successo delle piattaforme per comprare e vendere capi vintage online. “È molto semplice comprendere perché questo settore stia acquisendo un’importanza via via maggiore – scrive Elinor Block. – Funziona come una livella, rende disponibile tutto a tutti e a qualsiasi budget. In parole semplici, democratizza il lusso, permettendo a chiunque di accedere a marchi e tendenze che prima d’oggi sarebbero state per loro troppo costose. A differenza del fast fashion, inoltre, comprare capi vintage non arreca danni all’ambiente ed è considerato un modo assai più sostenibile di fare shopping”. Il commento è accuratissimo e non necessita di ulteriori considerazioni, se non di validi esempi per provarlo ulteriormente vero. È quanto dimostra infatti il successo di Vestiaire Collective, della piattaforma The RealReal ma anche dell’applicazione Depop che ha creato grande buzz tra le nuove generazioni. Proprio queste ultime sembrano ben felici e disposte all’idea di vendere e comprare vestiti usati. Non solo per accaparrarsi degli status quo a prezzi abbordabili, ma anche perché iniziano – più delle vecchie generazioni – a sviluppare sensibilità e consapevolezza rispetto all’impatto positivo dell’economica circolare sull’ambiente circostante. Ma scendiamo ancor più nel dettaglio: in Italia, a che punto siamo che le piattaforme per vendere e comprare capi vintage?

Comprare moda vintage in Italia: Vinted

Tenete bene a mente questo nome: il prossimo affare potreste chiuderlo qui. Fondata in Lituania nel 2008, Vinted ha appena lanciato anche in Italia ed è una delle più grandi piattaforme online in Europa, interamente dedicata alla moda second hand. Prova tangibile della sua affidabilità (perché l’autenticazione è tutto, quando si parla di vintage) sono i 34 milioni di membri attivi nella sua community. “Il lancio in Italia è un passo entusiasmante per noi - spiega Thomas Plantenga, CEO di Vinted, - in quanto è un mercato di primo piano nel settore moda con un potenziale significativo per la vendita e l’acquisto di articoli pre-loved”. Un desiderio che tra l’altro trova riscontro nei sondaggi stessi: secondo una ricerca condotta da Vinted lo scorso anno, sono circa un terzo della popolazione gli italiani che hanno acquistato capi di seconda mano quest’anno, e – udite, udite - circa la metà dello shopping in questione è stato fatto online. Anche Vinted ovviamente si avvale di un’app per smartphone, che permette alla community di interagire vendendo in un ambiente digitale totalmente sicuro.

Comprare moda vintage in Italia: Lampoo

Sostenibilità, autenticazione, economica circolare e passione per capi pre-loved sono valori che condivide anche Lampoo. Fondato nel 2019, l’ideatore di questo progetto dedicato alla compravendita di capi usati è Enrico Trombini, imprenditore con una affermata esperienza manageriale presso Vente Privee Group ed importanti esperienze internazionali nella moda e nel marketing strategico. Non a caso, il team stesso si avvale di una scuderia di professionisti provenienti da grandi nomi quali Yoox, Hermès e Gucci. Non finisce qui: Lampoo avrà di qui a breve uno store fisico a Milano, nel cuore di Brera in via Ponte Vetero 9. Il negozio sarà un punto di ritrovo per gli appassionati della moda vintage, dove sarà inoltre possibile portare i propri capi affinché un team qualificato li valuti nella massima riservatezza per destinarli alla vendita. Ecco dunque che l’esperienza digitale diventa (fisicamente) esperenziale a 360 gradi: dalla vetrina alle ampie librerie che rimandano al listing dell’e-commerce, lo store realizzato dallo studio Giorgia Longoni vuole tradurre proprio l’esperienza vissuta online in un ambiente fisico dove raffinatezza ed eleganza prevalgono in modo esclusivo. E lo storytelling del lusso (accessibile) continua.

Comprare moda vintage in Italia: Armadio Verde

Riduci, riusa, ricicla: la filosofia di Armadio Verde si fonda su queste tre R. Fondato in Italia come re-commerce, l’obiettivo della piattaforma è “allungare il ciclo di vita di capi, scarpe e accessori, creando un ecosistema virtuoso tra chi compra e chi vende, che possa avere un impatto concreto sulla vita e sul pianeta”. La filosofia di Armadio Verde è inoltre – proprio come le altre già citate – un progetto sostenibile per tutta la famiglia: sebbene il target primario tra i 600mila iscritti siano le donne tra i 25 e i 40 anni, i capi disponibili abbracciano anche la moda uomo e quella per bambini. D’altronde, chi ben comincia (da piccolo) è a metà dell’opera. E democratizzazione del lusso a parte, di chi sarà il pianeta un domani se non dei bambini che nascono oggi?

Comprare moda vintage in Italia: MaiMesso

"Questo non l'ho mai messo!": quante volte ci siamo sentite in colpa pronunciando questa fatidica frase? Scagli la prima pietra chi non ha peccato. Mai Messo è un portale dedicato a tutti i capi ancora cartellinati, che desideriamo rivendere affinché inizino (finalmente) il proprio percorso di vita. "Maimesso unisce le esigenze di due tipi di donne: quelle che vogliono comprare a prezzi super convenienti abiti praticamente nuovi e quelle che vogliono fare spazio nell'armadio, ma non hanno tempo di fare resi, andare ai mercatini o peggio ancora nei negozi che fanno conto-vendita", annuncia il portale. Vestiti, scarpe e accessori per sostenere - ancora una volta - l'importanza dell'economia circolare.