Con Experimentum Mundi oggi si chiude la Biennale Musica

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Milano, 25 set. (askanews) - Il cerchio attorno al teatro musicale sperimentale aperto dalla Biennale Musica di Lucia Ronchetti al Teatro La Fenice con Jules Verne e proseguita per dodici giorni con tanti titoli nuovi, si chiude oggi, domenica 25 settembre, con l'opera forse più emblematica di Giorgio Battistelli, diventata negli anni un vero cult facendo il giro del globo: Experimentum Mundi, in scena al Teatro alle Tese (ore 20.00).

Composta nel 1981, l'opera di musica immaginistica, come recita il sottotitolo, mette in scena il lavoro artigianale con 16 autentici maestri artigiani di Albano Laziale, città di provenienza di Battistelli, intenti a svolgere sul palcoscenico le loro occupazioni quotidiane. Ci sono maestri bottai, falegnami, muratori, fabbri, arrotini, calzolai, un pasticcere, un selciaiolo e uno scalpellino che lavorano il legno, sbattono uova e affilano il ferro, ognuno di loro col compito di ultimare, nel corso dell'esecuzione del massimo di un'ora, un manufatto perfetto, che sia la costruzione di un muro o la preparazione di una sfoglia, seguendo le diverse fasi di lavorazione in ordine preciso.

Accanto a loro un coro di voci femminili, le percussioni di Nicola Raffoni e la voce di Peppe Servillo, che recita le didascalie dei mestieri dell'Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers di Denis Diderot e Jean Le Rond D'Alembert, un continuum verbale a velocità e volume diversi che fa da collante tra i diversi eventi sonori. "Un'orchestra di artigiani operosi - scrive Lucia Ronchetti nella motivazione con cui ha attribuito il Leone d'oro alla carriera a Giorgio Battistelli - diretta dal compositore stesso, a sua volta personaggio, un mago demiurgo che domina la realtà ritmica della tradizione popolare italiana, homo ludens il cui concetto di gioco e di divertimento è coestensivo a quello di cultura". Un'opera dal forte impatto drammatico che, nella concertazione dei suoni operata da Battistelli raggiunge un "crescendo rossiniano" secondo Martin Hoyle, critico del Financial Times, testimone di una delle oltre ottocento rappresentazioni di Experimentum Mundi.

Domenica 25 settembre vede l'ultimo appuntamento con le Lezioni di musica di Giovanni Bietti a cura di Paola Damiani trasmesso in diretta su Rai Radio3 e live dalla Sala delle Colonne di Ca' Giustinian (ore 9.00). Al centro delle riflessioni del musicologo Intolleranza di Luigi Nono. L'opera, che destò scalpore alla Biennale Musica del 1961, sarà esaminata guardando alla compenetrazione degli aspetti politici e artistici che la permeano in relazione al panorama avanguardistico degli anni Sessanta. Sempre nella Sala delle Colonne (ore 11.00), si svolgerà la cerimonia di consegna del Premio Giuria degli studenti alla "Miglior produzione" e alla "Miglior performance". Composta da quattordici studenti under 25 scelti dai Direttori dei Conservatori di tutta Italia - Bari, Campobasso, Castelfranco, L'Aquila, Padova, Pesaro, Potenza, Roma, Rovigo, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Vicenza - la giuria è presieduta dal drammaturgo e storico della musica Guido Barbieri.

Negli spazi dell'Arsenale domenica 25 sarà l'ultima occasione per immergersi nelle installazioni sonore di Thierry Coduys - Le Cas de L'Hippocampe, di Paolo Buonvino - Çiatu, di Paul Hauptmeier - Diaphanous Sound e di Alexander Schubert - Sleep Laboratory.

Infine, nella Sala Barbantini della Fondazione Giorgio Cini (ore 14.00), studiosi e artisti riflettono assieme al pubblico su Il teatro musicale oggi. Voci, azioni e tecnologie, una ricognizione curata da Gianmario Borio e Vincenza Caterina Ottomano che passa attraverso i tanti lavori presentati alla Biennale Musica 2022, intitolata Out of Stage dalla sua ideatrice e direttrice artistica Lucia Ronchetti.