Con la seconda ondata Covid a Natale crescita quasi a zero

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
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(Photo: Lorenzo Palizzolo via Getty Images)
(Photo: Lorenzo Palizzolo via Getty Images)

“Gli impatti macroeconomici di una recrudescenza del virus sono estremamente difficili da quantificare. È possibile comunque fare ricorso all’esperienza della primavera scorsa per provare a delineare gli ordini di grandezza degli effetti sul Pil. Proiettando diversi scenari alternativi epidemiologici e tenendo conto della relazione statistica storica con le misure restrittive adottate durante la prima ondata, si può stimare che gli effetti negativi sul Pil del quarto trimestre potrebbero andare da circa tre punti percentuali, in uno scenario meno sfavorevole, a otto punti nello scenario maggiormente avverso”. E’ quanto stima l’Ufficio Parlamentare di Bilancio nella nota sulla congiuntura di ottobre.

“Nello scorcio finale dell’anno l’impulso positivo derivato dal rallentamento della pandemia durante l’estate si esaurirebbe”, con una variazione congiunturale del Pil “appena positiva nello scenario di base, che tuttavia non considera gli effetti della nuova ondata dell’epidemia”.

“La variazione del Pil nel complesso del 2020 - prosegue l’UpB - ne risulterebbe intaccata, da uno a due punti percentuali, ma gli effetti sarebbero maggiori sulla variazione percentuale del 2021 in quanto il quarto trimestre ha un impatto statistico più forte sulle dinamiche dell’anno successivo. L’esercizio proposto dipende molto dalle ipotesi formulate sull’evoluzione epidemiologica, oltre che da relazioni statistiche stimate sulla base delle poche osservazioni riferite alla prima ondata del Covid. Per questa ragione i risultati vanno interpretati con estrema cautela”.

Il terzo trimestre vede un “recupero dell’attività economica, marcato nella manifattura e con maggiori elementi di incertezza nei servizi”. Il Pil del periodo è previsto in forte aumento, “di circa il 12%”, ma si collocherebbe “su valori ancora inferiori per otto punti percentuali a quelli pre-Covid”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.