Con la serie tv I Tudors, gli scandali della corte inglese di Enrico VIII vengono a galla

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Photo credit: courtesy
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Le serie TV di genere storico, solitamente in costume, hanno sempre fatto grande presa sul pubblico, specialmente se nel mezzo si inseriscono scandali, triangoli amorosi e tradimenti. Spesso e volentieri queste serie hanno avuto come protagonisti i reali inglesi, dinastia di regnanti la cui vita familiare è stracolma di eventi accattivanti per il grande pubblico. Non è un caso, infatti, che The Crown, serie originale Netflix che racconta della vita della Regina Elisabetta II e tutt’ora in corso, abbia riscosso un tale successo di pubblico. Ma prima di questa serie, un’altra era balzata agli onori della cronaca. Una serie avente come protagonista un lontano avo di Elisabetta, ossia Enrico VIII. Stiamo parlando, ovviamente, della serie tv I Tudors.

La trama della serie I Tudors

Photo credit: Patrick McMullan - Getty Images
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Re Enrico VIII di Inghilterra è conosciuto in tutto il mondo per la sua vita coniugale “allegra”, per così dire: sposato con Caterina d’Aragona, non riesce ad avere eredi maschi. Decide quindi di scindere l’Inghilterra dalla Chiesa di Roma e dal Papato, reo di non volergli concedere il divorzio, e fonda una propria chiesa, quella Anglicana. In seguito, sposerà una serie piuttosto lunga di donne, alla spasmodica ricerca di un erede per il suo regno. Come tutti sappiamo, però, sarà Elisabetta I a indossare la corona dopo di lui. Questa serie, andata in onda dal 2007 sul canale americano Showtime per 38 episodi divisi in 4 stagioni, racconta degli ultimi 20 anni circa di vita del monarca, a partire dal 1523. In questo periodo, infatti, Enrico VIII inizia a meditare di separarsi dalla consorte.

Ovviamente, per rendere la narrazione più interessante per il pubblico, gli eventi sono stati in parte romanzati o modificati a livello temporale. Gran parte del materiale è preso da cronache contemporanee, principalmente le lettere degli ambasciatori Chapuys e Marillac, ma anche da voci di corridoio particolarmente diffuse. Dettagli privati e intrecci, invece, sono frutto di pura invenzione, sulla base di ciò che avrebbe potuto attrarre di più il pubblico. Alla sceneggiatura troviamo Michael Hirst, penna dietro a due film sulla regina Elisabetta, ovvero Elizabeth ed Elizabeth: The Golden Age (entrambi diretti da Shekhar Kapur), ma anche alla serie Vikings.

L’incredibile e vastissimo cast de I Tudors ti farà innamorare di questa serie

Photo credit: Michael Buckner - Getty Images
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La produzione ha riposto moltissima cura nella creazione di questa serie, specialmente per quanto riguarda il cast e i vari personaggi. I dialoghi sono davvero ben scritti, con personaggi stranieri che parlano nella loro lingua nativa. Quelli stranieri ma residenti in Inghilterra, invece, parlano in inglese ma con l’accento del loro paese di origine. Ovviamente queste sfumature vengono perse in fase di doppiaggio. Il protagonista, Enrico VIII, è interpretato da Jonathan Rhys Meyers, conosciuto al grande pubblico per un ruolo nel terzo film della serie Mission Impossible e per Velvet Goldmine, pellicola sul glam rock e velatamente ispirata alla vita di David Bowie. Il successo dell’attore irlandese, però, era arrivato grazie a Match Point, dramma morale con risvolti thriller diretto da Woody Allen. L’Enrico di Meyers non brilla tanto per particolari performance drammatiche, quanto per la carica magnetica e carismatica che Meyers riesce a donargli.

Il cast, ovviamente, non si ferma qui. A prestare il volto a Charles Brandon, duca di Suffolk, amante della sorella del re Margaret, abbiamo niente meno che Henry Cavill, aka Superman e The Witcher, allora ventitrenne e in piena rampa di lancio. Il primo ministro di Enrico, il cardinale Thomas Wolsey, è interpretato da Sam Neill, ossia il dottor Alan Grant della saga di Jurassic Park di Spielberg. James Frain, invece, è Thomas Crowmwell, primo ministro di Enrico dal 1532 al 1540. Frain è conosciuto per ruoli in film come Montecristo, Tron – Legacy e Patto Criminale. Accanto a loro troviamo nomi enormi del cinema e della tv, come Peter O’Toole nei panni di Papa Paolo III Farnese e Max Von Sydow come cardinale tedesco Ottone di Waldburg.

Anna Bolena e molti altri personaggi de I Tudors

Photo credit: Jemal Countess - Getty Images
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Continuando a guardare al cast, diversi altri nomi importanti balzano all’occhio. Ad interpretare Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII, c’è Natalie Dormer, la Margaery Tyrell de Il Trono di Spade. Il padre di Anna, Tommaso Bolena, ha il volto dell’attore irlandese Nick Dunning, che proprio per questa serie ha vinto un premio IFTA (Irish Film and Television Award) come miglior attore non protagonista.

Maria I Tudor, ovvero “Maria la Sanguinaria” è interpretata da Sarah Bolger, vincitrice di un premio come miglior attrice non protagonista agli IFTA per il suo ruolo in Spiderwick – Le Cronache. Caterina d’Aragona, prima moglie di Enrico, ha il volto di Maria Doyle Kennedy, attrice che ha raggiunto la notorietà, oltre che per questa serie, anche per il suo ruolo nella serie tv Orphan Black. Chiudiamo questa carrellata di personaggi, sebbene ce ne sarebbero molti altri da citare, con la terza moglie di Enrico, Jane Seymour. La donna è interpretata da Annabelle Wallis, che sicuramente molti ricordano per il ruolo di Grace nella fortunata serie Peaky Blinders, al fianco di Cillian Murphy.

Cosa ne pensa la critica del telefilm I Tudors?

La serie, all’epoca della sua originale messa in onda, riscosse un discreto successo sia in America, sia in Inghilterra quando approdò sulla BBC. La maggiore critica che le venne mossa fu quella di concedere troppo all’altare del sensazionalismo, lesinando sull’accuratezza storica. Sì, è vero, parte del materiale è tratto da documenti storici, ma le inesattezze sono all’ordine del giorno in ogni singolo episodio della serie. Altra “critica”, se così possiamo chiamarla, fu fatta nei confronti della notevole (per l’epoca) quantità di scene spinte e di nudo parziale. Dopo aver vissuto i fasti de Il Trono di Spade non ci stupiamo più di nulla, ma nel 2007 fece comunque un discreto scalpore. Nella buona sostanza, il lavoro di Hirst punta a stupire lo spettatore e a intrattenerlo con scandali, tradimenti e intrighi di potere, più che a mostrargli una rappresentazione veritiera della vita di palazzo dell’Inghilterra del ‘500. Se cerchi questo tipo di prodotto, beh allora la serie I Tudors fa sicuramente per te!

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