"Con Romulus sono diventato grande". Francesco Di Napoli, protagonista della serie del momento

di Ilaria Solari
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Photo credit: KRASNIG--ROBERTA
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From ELLE

Romulus, la serie originale Sky di Matteo Rovere da molti già ribattezzata "il Trono di spade italiano" si avvia verso il finale di stagione. Nelle pianure selvagge e nei boschi infestati di spiriti del Lazio sconvolto dalle guerre tribali che preludono alla fondazione di Roma è successo di tutto. Ma a nessuno è sfuggita la crescita, in termini di carisma e di prestanza, del personaggio di Wiros, che in queste tumultuose otto puntate, trasmesse da Sky e in streaming su Now Tv, da pavido schiavo s'è reinventato condottiero e figura chiave nel complesso affresco finale. Un'evoluzione molto simile a quella che ha attraversato il suo interprete, Francesco di Napoli, 19 anni, che senza aver mai recitato prima è stato acclamato come una rivelazione nei panni del boss minorenne de La paranza dei bambini, film di Claudio Giovannesi tratto dal celebre romanzo-inchiesta di Roberto Saviano. E che su questo grande set ha confermato le attese e soprattutto deciso cosa vuole fare da grande.

Una prova del fuoco difficile, in condizioni climatiche e logistiche estreme.

È stata tosta, ma il freddo e il caldo eccessivi, il dover resistere a queste lunghe estenuanti riprese scalzi e con poche cose addosso, ci ha aiutati davvero a immedesimarci in quei ragazzi-guerrieri.

Anche recitare in protolatino dev'essere stata una bella full immersion.

Al primo provino non ci capivo niente, ci ho messo una settimana per imparare sei battute, poi ho acquisito più dimestichezza, arrivavo sul set e mandavo a memoria tutta la scena. Non dico che ora padroneggio la lingua, ma so dire cose come: "mi chiamo Wiros".

Photo credit: Francesca_Fago
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Che è un po' come esclamare: "Mi chiamo Bond. James Bond".

No (ride), per quello mi manca la voce giusta. Ma ho lavorato anche sulla voce con i coach: temevo che la mia suonasse un po' troppo fanciullesca. Andava bene per il Wiros schiavo e bullizzato, poi, man mano che lui acquista sicurezza ho provato a ispessirla e ho raddrizzato la sua schiena curva. C'è voluta una grande concentrazione per tenere tutto insieme. Non potevo stare distratto un attimo. Come a scuola.

Era bravo a scuola?

I miei insegnanti mi dicevano che avevo una grande capacità di apprendimento, ma non la sfruttavo.

Il solito ritornello: è bravo, ma non si applica.

La verità è che da piccolo ero un bravo bambino, anche a scuola, non davo fastidio a nessuno. Poi non so che cosa è successo, ho cominciato a scendere nel mio quartiere, ho perso la voglia di andare a scuola, come capitava a molti ragazzini, se c'era da attaccar rissa non mi tiravo certo indietro.

Così ha deciso di andare lavorare, in una pasticceria.

Sì, ma davvero non avevo idea di cosa volessi fare nella vita. Però avevo imparato molte cose: sapevo fare benissimo le colazioni, perché un pasticcere incomincia da lì: le brioche, i cornetti. Stavo iniziando anche a farmi una certa esperienza con le torte e i babà, che non sono affatto facili. Poi..»

... È arrivato Claudio Giovannesi a salvarla, l'ha vista in foto e deciso che era il protagonista perfetto per la Paranza.

Sono venuti in pasticceria a chiedermi di partecipare al provino, ma io ero confuso, nel mio quartiere il cinema non va molto, va più il calcio, qui i ragazzi sognano di fare i calciatori, non gli attori. Se va al Vomero, forse è diverso, non so. La prima volta avevo paura, non mi sono presentato: allora sono venuti a prendermi in macchina e mi hanno portato a parlare con Giovannesi. Lui mi ha convinto. E si vede che la mia vita doveva cambiare, perché due ore prima mi ero messo con Marika che è tuttora la mia fidanzata.

È cambiata tanto da allora?

Dopo la Paranza non tanto, mi sembrava di aver vissuto solo una bella avventura, in cui mi era stato chiesto di interpretare quello che ero, un ragazzino napoletano che parla in dialetto, certo non un miniboss, ma qualcosa che conoscevo. La mia vita restava un punto di domanda. Con Romulus ho capito cosa vuol dire recitare, mi sono messo alla prova e mi piace. Ora che ho qualcosa da perdere ho più paura: dopo una serie e un film importanti, la mia ossessione è quella di continuare a dimostrarmi all'altezza.