I concerti virtuali sono idee immaginarie di ieri e gli spettacoli (definitivi) di oggi?

Di Alessia Musillo
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Photo credit: Sensorium
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Il primo concerto di Travis Scott su Fortnite fece faville. Online sulla piattaforma gaming dal 23 al 25 aprile, proprio nel bel mezzo del primo lockdown, collezionò una cosa come 45,8 milioni di visualizzazioni in cinque spettacoli, lanciando ufficialmente l’avatar del rapper di Houston in movimento fra glitch ed effetti speciali. Così, la scorsa primavera, si è consolidato il valzer virtuale dello spettacolo dal vivo - tant’è che oggi, alle prese con il momento storico che ci tiene legati alla dimensione domestica, il fenomeno della “musica oltre lo schermo” è diventato un’operazione di culto. Poi c’è stato il caso di Lil Nas X: il trapper di Atlanta che si è aggiudicato 33 milioni di visualizzazioni lo scorso 14 novembre. Il suo show è andato online su Roblox, mostrando l’altro volto possibile del gaming dedicato ai più piccoli: da mondo virtuale per bambini a uno spazio (online) da portare con sé nel bagaglio di crescita, in quanto piattaforma che ha intenzione di puntare sui concerti virtuali. E pure Billie Eilish è entrata nelle case dei fan attraverso lo schermo: “si è esibita dal palcoscenico di uno studio di Los Angeles, ma lo spettacolo ha attraversato città, oceani e mondi con le sue immagini a fuoco rapido. Per You Should See Me in a Crown, la cantante ha camminato in cerchio sotto un ragno delle dimensioni di un autobus e, durante Everything I Wanted, un muro fatto dei volti dei fan si è alzato per raggiungerla sul palco; più tardi, è stata divorata dai denti bianchi di uno squalo animato, prima di riemergere per cantare dalla luna” riporta Rolling Stone.

Il mercato del tech si muove veloce. Basti pensare a dimensioni virtuali in via di definizione come l’astro nascente del clubbing in versione digitale: Sensorium – la piattaforma, presentata al Web Summit virtuale la scorsa settimana, sta trasformando i dj-set in show di culto all’insegna della realtà aumentata. Sasha Tityanko, l'art director di Sensorium, ci ha raccontato in un’intervista a tu per tu che la piattaforma è a un passo dal suo lancio nella galassia dell’Internet: “Lavoreremo con alcuni dei più grandi artisti di musica elettronica, tra cui David Guetta, Carl Cox, Dimitri Vegas & like Mike. Li metteremo all’interno di un ambiente completamente virtuale, costruito sul gioco e sul motore Unreal Engine, realizzato da noi in collaborazione con lo studio creativo High Scream di Londra”. La Galassia è stata costruita in collaborazione con artisti, produttori e società di intrattenimento. Tra di loro ci sono Yann Pissenem, mente dei centri della vita notturna Ushuaïa Ibiza e Hï Ibiza, e il servizio di musica e intrattenimento in streaming TIDAL, che gestisce artisti di fama mondiale come JAY-Z, Lil Wayne, Rihanna, Daft Punk e altri.

Dobbiamo immaginare Sensorium come un ambiente dal design dinamico: ovvero, entrare nella piattaforma significherà percepire una dimensione che vive come se fosse un organismo. Si muove, prende forma su uno sfondo fatto di puzzle a blocchi fissi e mobili, customizzati direttamente dall’artista alle prese con un’opera d’arte in divenire. “È uno spazio unico nella galassia. È un luogo lontano e un luogo di potere con proprietà soprannaturali”. Non solo. Gli artisti avranno la possibilità di fare musica generativa in tempo reale, sulla base di un ampio database di campioni: potranno passare dall’hip-hop all’EDM, dal K-pop all’indie rock il tutto in un corpo robotico – nella loro copia virtuale. “Realizziamo, in sostanza, un avatar dell’artista attraverso un motion-capture. Dalle influenze della moda e dell’arte, l’artista prende visivamente forma nelle vesti del suo alter-ego digitale”, continua Sasha Tityanko “Non vogliamo che il pubblico si perda anche una sola emozione dell’artista”. Spettacoli di questa portata, in live o in post-produzione, generano nuove figure professionali come light o fashion designer con le dovute expertise nel mondo del tech.

Photo credit: Sensorium
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Certo, a Sensorium, non ci siamo arrivati in un batter d’occhio. Noi utenti siamo prima passati dai concerti su Facebook, quelli su Instagram o quelli su siti web realizzati ad hoc – è il caso, per esempio, del Club Quarantaene di Resident Advisor, che in due eventi ha collezionato migliaia di visualizzazioni (per lo più europee) su un dancefloor virtuale a più stanze, con tanto di coda per entrare nel club e domande di accesso come: “Are you alone?”, “Have you ever been here before?”. Un’esperienza dal tono underground con dj come Palms Trax o Helena Hauff, non direttamente presenti nel club immaginario ma capaci di far ballare la folla connessa da casa a suon di techno. Tutto questo si è tradotto in una gradualità di livelli: da un livello base, ovvero il live streaming anche su piattaforme di ticketing come Ticketmaster (una scena low cost o talvolta free, sicuramente in via di sperimentazione e alle prese con un talent scouting variegatissimo e anche di nicchia), fino alle mega produzioni, uno stage di portata internazionale – ripensiamo allo show di Billie Eilish - che va online con una produzione di realtà aumentata; oppure a concerti sul Web ma all’interno di dimensioni completamente virtuali – è il caso dei già citati spettacoli di Travis Scott su Fortnite e Lil Nas X su Roblox.

È chiaro che la grande industria musicale punterà tutto sui nomi attraenti della contemporaneità, come sta già facendo, realizzando numeri di fatturato esponenziali. Potendo ambire a dimensioni che fisicamente sono impensabili, come le 45,8 milioni di visualizzazioni per Travis Scott, il virtuale si aggiudica una fetta grandissima di pubblico (che inevitabilmente si traduce in maggiori entrate economiche). Certo, gli utenti adesso sono curiosi di guardare cosa succeda oltre lo schermo: dall’ambientazione in evoluzione alla musica che esce dalle casse - l’effetto è wow. Piano piano, probabilmente, ci abitueremo sempre di più e avremo bisogno di qualcosa di ancora più stupefacente. Eppure, che questa scena virtuale sia capace di aggregare numeri maggiori rispetto agli eventi fisici è un dato di fatto. E allora quando pensiamo ai concerti oggi conviene già farlo nella versione più tecnologica e dal design accattivante che possiamo immaginare - perché Billie Eilish che vola è già successo.