Condannata per aver offeso l'Islam, ora la studentessa italo-marocchina Ikram Nazih è finalmente libera

·3 minuto per la lettura
Photo credit: Tim E White - Getty Images
Photo credit: Tim E White - Getty Images

"Offesa all'Islam", era questo il motivo per cui lo scorso 20 giugno Ikram Nazih era stata fermata all’aeroporto di Casablanca, dove era arrivata per una vacanza. Il motivo risaliva però a due anni prima: Nazih aveva pubblicato un post su Facebook in cui riscriveva la Sura 108 del Corano con parole blasfeme. Il post era stato successivamente rimosso, ma un’associazione religiosa marocchina l'aveva ugualmente segnalata alle autorità di Rabat e l'arresto era scattato non appena la studentessa aveva raggiunto il Marocco. Dopo il fermo era arrivata la condanna in primo grado e una pena di 3 anni e mezzo di carcere più una multa. Come spiega il Post, infatti, chi offende la religione islamica in Marocco rischia una condanna fino a 2 anni di prigione che però può arrivare anche 5 quando violazione viene commessa in pubblico o tramite i social. La ragazza quindi, si trovava nel carcere di Rabat in attesa del processo di appello, ma lo scorso 23 agosto è arrivata la buona notizia: la Corte d’Appello di Marrakech ha disposto annullamento del processo e soprattutto cancellato la condanna. Ikram Nazih è libera.

“Sono felice e sollevata per quanto successo", ha commentato la ventitreenne di Vimercate nata da genitori marocchini e residente in provincia di Bergamo, "Adesso mi prenderò cura della mia famiglia, in particolare di mio padre che è stato piuttosto provato dall’intera vicenda”. La diplomazia italiana in questi mesi si è attivata per ottenere la scarcerazione della ragazza, nelle ultime è rimasta in contatto con la famiglia di Nazih per avere notizie e infine è arrivato il tweet di Enzo Amendola, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega agli Affari europei, a dare la bella notizia. "Ci ho parlato pochi minuti fa" ha dichiarato il sottosegretario a Ilfattoquotidiano.it, "Era felice e non vedeva l’ora di riabbracciare la sua famiglia". Il nostro personale dell’Ambasciata e del Consolato la seguirà in questi giorni ovviamente, ma lei può già tornare dalla sua famiglia e riprendere la sua quotidianità da cittadina libera”.

L'udienza di appello avrebbe dovuti tenersi il 31 agosto ma nei giorni scorsi è arrivata la notizia dell'anticipazione. "Rispetto al primo grado è stato tutto diverso, con una rappresentanza legale di ottimo livello", ha dichiarato Amendola, "Ikram ha potuto esprimersi in italiano, la lingua che parla e conosce meglio essendo nata a Vimercate grazie a una puntuale traduzione e a una linea difensiva stavolta molto efficace". La ragazza, secondo il sottosegretario, questa volta ha potuto spiegare meglio l'intera vicenda specificando di non essere lei l'autrice del post ma di averlo solo condiviso e poi subito cancellato (solo 14 minuti dopo) una volta realizzata la gravità del significato. "La Corte", spiega Amendola a Ilfattoquotidiano.it, "ha ritenuto credibile il suo racconto e ha accettato le scuse ribadite dalla ragazza assieme alla ferma volontà di non aver mai avuto alcuna intenzione di offendere l’Islam, la religione delle sue origini”. "Il giudice", conclude poi il sottosegretario, “dal canto suo, accogliendo la richiesta di annullamento della condanna, ha valutato il peso della vicenda, la proporzionalità della condanna di primo grado e ordinato l’immediata scarcerazione della ragazza”. Ora Nazihm che è iscritta a giurisprudenza a Marsiglia, rientrerà finalmente in Italia come conferma lo stesso Amendola: "Ikram è una ragazza forte e, una volta ricostruito il suo equilibrio dopo una simile esperienza, potrà tornare a una vita normale". È quello che le auguriamo tutti.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli