Congedo di paternità equiparato a quello di maternità? Succede in Spagna, e noi vorremmo lo stesso

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Dreet Porduction/MITO images - Getty Images
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Spagna batte Italia 16 a 1. Già, perché 16 è esattamente il numero di settimane di congedo di paternità obbligatorio e retribuito al 100% che d'ora in avanti sarà garantito a tutti i neo-papà spagnoli, mentre in Italia non arriviamo ancora nemmeno alle due settimane. Benissimo. Ma non iniziamo subito con i confronti, concentriamoci per ora sulla bella notizia dato che ormai sono sempre più i Paesi europei che scelgono di puntare su una maggiore equità nella distribuzione del congedo parentale obbligatorio per evitare di penalizzare la carriera delle donne e per supportare il ruolo dei padri all'interno della famiglia. La decisione del Consiglio dei Ministri spagnolo era stata approvata con decreto legge ancora a marzo 2019 con validità a partire dal gennaio 2021 e di fatto equipara il congedo di paternità a quello di maternità, insomma un passo avanti non da poco che dovrebbe mostrare la strada da percorrere.

"La maternità non può essere un'arma contro l'occupazione e lo sviluppo civico delle donne, ma piuttosto una libera scelta", ha dichiarato Carmen Calvo, vicepresidente nonché Ministra per le pari opportunità e in effetti il provvedimento è stato pensato proprio per garantire una maggiore equità a livello lavorativo e salariale oltre che su un piano di gestione familiare (ma le due cose vanno di pari passo, ormai lo sappiamo). Come riporta El Pais, da quando il decreto è stato approvato si sono susseguiti diversi step: nel 2019 il congedo di paternità obbligatorio è passato da cinque settimane a otto, dall'1 gennaio 2020 è salito a 12 e ha infine raggiunto le 16 settimane qualche giorno fa arrivando alla completa equiparazione tra uomini e donne. In questo modo si combatte l'idea - a lungo diffusa e ancora dura a morire - che sia compito principalmente delle donne accudire i figli, specie se nati da poco. Per quanto il parto e l'allattamento mettano indubbiamente le madri in prima linea nei primi mesi di vita del bambino, questo non impedisce certo una distribuzione più equa della cura familiare che sia allo stesso tempo in grado di consentire una buona gestione a livello lavorativo e di carriera.

Arrivando alle note dolenti c'è da dire che, mentre Paesi come la Spagna, la Danimarca o la Svezia hanno fatto passi da gigante in questo senso, l'Italia per il momento sta rimanendo decisamente indietro. Certo una lenta evoluzione si vede anche da noi se si pensa che nelle ultime Manovre Finanziarie il congedo di paternità (che deve essere approvato ogni volta di anno in anno) è stato portato da 4 a 5 giorni nel 2019, da 5 a 7 nel 2020 e da 7 a 10 nel 2021. Di questo passo, però, arriveremo alla parità tra un secolo e questo non è più accettabile. Nel 2019 la deputata del PD Giuditta Pini aveva proposto ben 4 mesi di congedo di paternità, il progetto non è stato accolto ma pian piano si sta spingendo in questo senso. "I soldi ci sono, quella che manca è la volontà politica", ha scritto recentemente Pini su Instagram. Speriamo che l'esempio della Spagna mostri chiaro e tondo che non possiamo più rimandare.