Conosciamo meglio Imma Battaglia, che potrebbe diventare la prima cittadina (green) di Roma

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Photo credit: Antonio Masiello - Getty Images
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Davide contro Golia. Imma Battaglia si immagina così nella sua corsa alle comunali di Roma, che si terranno il prossimo 20 giugno e la potrebbero vedere concorrere come prima cittadina contro l'uscente Virginia Raggi, l'ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e un ancora ignoto candidato di centrodestra. I condizionali sono d'obbligo perché la Battaglia, che ha ufficializzato solo giovedì la sua discesa in campo, dovrà passare dalle primarie del centrosinistra, dove il nome forte resta quello dell'ex ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, accanto a quelli minori di Giovanni Caudo, attuale presidente del III Municipio, Tobia Zevi, Paolo Ciani, Cristina Grancio e Stefano Fassina. Mentre si attendono sviluppi dal Pd, proviamo a conoscere meglio quella che potrebbe diventare la prima cittadina (green) di Roma.

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Storica leader dei movimenti Lgbtq+ della Capitale, Imma Battaglia nasce a Portici nel 1960 e a 23 anni si laurea in Matematica all'Università degli Studi di Napoli Federico II. Attivista per i diritti civili fin dagli Anni 90, nel 1994 è organizzatrice insieme a Vladimir Luxuria del primo Gay pride ufficiale di Roma. In quell'epoca entra a far parte del Circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli" di cui diventa presidente dal 1995 al 2000, promuovendo l'ingresso dell'associazione nell'EPOA (European Pride Organisers Association). Dopo l'esperienza del '94, due anni più tardi la Battaglia avanza la candidatura di Roma a ospitare il Gay pride mondiale del 2000, anno del Giubileo. Quando la Capitale ottiene l'organizzazione dell'evento è sempre lei ad assumerne il coordinamento e il risultato è incredibile: un milione di persone si riversa per le strade della Capitale, ben oltre qualsiasi previsione. Accanto all'attivismo, la passione per la politica, che la vede nel 2009 nelle fila del partito Sinistra e Libertà a fianco dell'amico Nichi Vendola per le elezioni europee, per le quali ottiene più di 3500 preferenze, che tuttavia non le permettono l'accesso al Parlamento europeo. Nel 2013 è una delle candidate alle Elezioni Regionali del Lazio nella Lista Civica a sostegno della candidatura alla Presidenza di Nicola Zingaretti e nello stesso anno si candida nelle liste di Sel alle elezioni comunali a Roma, dove viene eletta consigliera.

Photo credit: Antonio Masiello - Getty Images
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Candidata nella lista Liberare Roma, oggi Imma Battaglia "donna lesbica fedele ai suoi valori e ai suoi principi" ha le idee molto chiare su come dovrebbe cambiare la città, a partire dalla mobilità, che dovrebbe essere più smart con autobus elettrici a corto raggio in tutta la città e percorsi “piccoli e frequenti”. Nel programma della candidata si parla anche di innovazioni in merito allo smaltimento dei rifiuti, che dovrebbero basarsi su nuove tecniche di compostaggio mediante l’azione di batteri e funghi. Nella sua presentazione l’attivista ha insistito molto poi sui temi della riforma amministrativa, sostenendo che “una donna bella come Roma, con delle forme splendide, fatta della sua arte, del suo verde, dei suoi parchi” non possa non avere uno stato particolare. "Roma è una femmina meravigliosa che è stata stuprata per anni e solo una donna può restituirle dignità" – ha detto la Battaglia di fronte ai suoi sostenitori e alla compagna Eva Grimaldi, che il 19 maggio 2019 (proprio due anni fa) poté sposare grazie alla legge sulle unioni civili –. Nessun uomo può capire cosa significhi restituire dignità a una donna stuprata: solo una donna può riuscirci. Io sono un filo di raccordo con l'esperienza di Marino, che voglio ricucire perché la democrazia è una grande ricchezza e va rispettata. È stata sospesa per troppo tempo, ora ce la dobbiamo riprendere". Imma Battaglia crede nei processi democratici e nella partecipazione, per questo attende con fiducia i risultati delle primarie del centrosinistra: "io da sola non posso fare niente, noi insieme siamo Roma e liberiamo Roma".

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