Conosciamo meglio la prima atleta non-binary a vincere una medaglia ai Giochi Paralimpici

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Photo credit: Tim Goode - PA Images - Getty Images
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Robyn Lambird è una lottatrice, non solo nei 100 metri T34, lo sport che l'ha portata a vincere la prima medaglia di bronzo ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, ma anche nel battersi per i diritti delle persone con disabilità. Chi meglio di lei allora poteva fare la storia, diventando la prima atleta non-binary a vincere una medaglia nella storia dei Giochi Paralimpici.

Australiana, 24 anni, il 29 agosto Robyn Lambird ha gareggiato nella finale dei 100 metri T34, arrivando a qualificarsi terza e vincendo la medaglia di bronzo. "Non posso ringraziarvi abbastanza per essere stati parte di questa corsa sfrenata. Non avrei potuto fare nulla di tutto questo senza tutto il supporto che ho ricevuto negli ultimi anni" ha scritto Lambird sul suo profilo Instagram. Questo è stato l'esordio olimpico per l'atleta che è molto felice di aver superato con un terzo posto, ha raccontato sul suo profilo Instagram.

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Continuando a scorrere sul suo canale social si vede che Lambird ha fatto coming out come non-binary e che il suo lavoro di sportiva e modella è infuso di attivismo. Come ha raccontato al sito australiano MamaMia, Lambird è impegnata nel far comprendere alle persone che avere una disabilità non significa essere una "vittima". A causa di questa narrazione tossica, spiega Lambird "è difficile sentirsi potenti e sexy" per questo anche grazie al suo lavoro di modella, vuole dimostrare che tutto è possibile. In una foto pubblicata sui social, Lambird posa con lingerie in pizzo verde e jeans a vita alta e scrive: "Qui, queer, e pronta a ricordarvi che i disabili sono sexy. E che gli ausili per la mobilità non sono un segno di tragedia, sono una fonte di libertà, che è totalmente sexy".

Se il mondo dello sport sta diventando quindi più aperto e inclusivo è anche merito di persone come Robyn Lambird. Il cambiamento c'è e si vede, basti pensare che ai Giochi Parolimpici di Tokyo 2020 partecipano oltre 30 atleti dichiaratamente LGBTQIA+ di cui 9 persone hanno vinto una medaglia. Tra loro, la canadese Kate O'Brien che ha portato a casa l'argento nella C4-5 500 metri, l'irlandese Katie-George Dunlevy che ha vinto l'argento nella gara di paraciclismo individuale B 3000 metri.

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