Conosciamo meglio Maria Chiara Carrozza, ingegnera, accademica e prima donna presidente del CNR

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: AFP - Getty Images
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Qual è il problema di un mondo pensato, gestito, progettato da soli uomini? Uno tra tanti: la mancanza di punti di vista. Senza le donne, senza le categorie marginalizzate e tradizionalmente escluse perdiamo opportunità e continuiamo a riprodurre gli stessi schemi validi solo per una parte della popolazione. Ecco perché quando una donna arriva in una posizione apicale c'è da festeggiare, perché si apre la speranza di un cambiamento che, certo, non sempre arriva (non basta una donna se poi le altre non traggono alcun beneficio) ma che, finalmente, potrebbe. Tutto questo per dire che festeggiare la prima donna presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche è cosa buona e giusta quindi congratulazioni a Maria Chiara Carrozza nominata al CNR per i prossimi quattro anni!

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Laureata in Fisica all'università degli studi di Pisa, poi un dottorato in ingegneria alla Scuola Superiore Sant'Anna: Maria Chiara Carrozza ha 56 anni e nel suo curriculum numerose ricerche, brevetti, pubblicazioni e incarichi di prestigio. Ha insegnato e condotto ricerche in centri e università in Italia, Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Cina, è stata la più giovane rettrice italiana alla Scuola Superiore Sant'Anna e nel 2017 è stata nominata nella rosa internazionale delle 25 donne della robotica. I suoi studi si concentrano nei settori della biorobotica e della biomeccatronica, ma trova spazio anche per l'impegno politico. È stata Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e parlamentare PD nella XVII legislatura. Oggi é direttrice scientifica dell'Ircss Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus ed è componente del Consiglio di Amministrazione di Piaggio SpA.

"Sono felice ed emozionata per la nomina a Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche", ha dichiarato Carrozza, "Essere la prima donna alla guida del più importante e grande centro di ricerca del Paese è una sfida e una responsabilità senza precedenti. Ma anche un cambio di passo e di prospettiva". Il CNR, infatti, esiste dal 1923: è stato fondato dal matematico italiano Vito Volterra per favorire il progresso scientifico come base per il benessere sociale del Paese. Da allora, però, non ha mai visto una donna al vertice e questo, per un ente che ha lo scopo di promuovere la collaborazione tra scienziati, lo scambio di sapere scientifico e la diffusione delle materie STEM in Italia, è abbastanza indicativo di chi detenga il potere anche nell'ambito della ricerca scientifica. Le cose, però, come fa notare Carrozza potrebbero star prendendo una nuova piega. “Confido sull'aiuto e sulla collaborazione di tutte le ricercatrici e ricercatori dell'Ente, sulle loro preziose indiscusse competenze e sul loro entusiasmo", ha aggiunto nel suo statement, "Insieme dobbiamo riportare al centro dell'attenzione sociale, economica e politica la ricerca, unico volano per la ricostruzione del Paese e il futuro dei giovani”. E in un momento come questo la voglia - e la necessità - di un cambiamento che si espanda in tutta Italia è ancora più forte. Noi crediamo in lei: Buon Lavoro, presidente!