Conosciamo meglio Valentina Rubertelli, la prima donna presidente dei notai italiani

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: Romain Dancre su unsplash
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Si infrange un altro tabù. E finalmente a ricoprire la carica di presidente dei notai italiani è una donna. Classe 1968, napoletana di nascita, ma reggiana di adozione, Valentina Rubertelli è la prima donna eletta presidente del Consiglio nazionale del notariato, di cui era già vice presidente dal 2016. Non era mai successo nella storia italiana e c’è voluto quasi un secolo da quando la prima donna fu ammessa a esercitare la professione di notaio. Era infatti il 1927 quando Elisa Resignani superò il concorso nazionale e, ad appena 27 anni, nel 1928 prese possesso della sede di San Germano Vercellese (Novara).

Prima di lei, soltanto Adele Pertici aveva osato chiedere di essere iscritta come praticante al Consiglio notarile di Roma. Era il 15 novembre 1913 e all’epoca un notaio “in gonnella” non si era mai visto. Chiamati a pronunciarsi sull’esemplare istanza, i consiglieri romani avevano dimostrato lungimiranza, accettando la candidatura di Adele Pertici. Dopo il via libera, il Procuratore del Re chiese però la revoca al Tribunale di Roma, motivando la richiesta con il divieto per le donne di esercitare un pubblico ufficio. La corte d’Appello accolse il ricorso e ordinò la radiazione dall’albo di Pertici. La giovane laureata tuttavia non si arrese e alla fine, grazie alla cosiddetta legge Mortara, che riconosceva una parziale capacità giuridica alle donne, nel 1920 ottenne la tanto agognata iscrizione all’Albo dei praticanti. Tuttavia, forse esausta dalle lunghe liti giudiziarie, la Pertici alla fine rinunciò a esercitare la professione dedicandosi all’insegnamento e alla famiglia.

La strada ad ogni modo era spianata e oggi, a oltre un secolo di distanza, è finalmente una donna a ricoprire la carica suprema del Consiglio nazionale del Notariato, istituzione rimasta preclusa alla componente femminile fino al 1992. La neo-eletta, che resterà in carica fino al 2022 e sarà affiancata da Edoardo Bernini e Francesco Giglio, in qualità rispettivamente di vicepresidente e segretario del Consiglio, si è detta pronta a «lavorare con spirito di collaborazione e condivisione, nell’ottica di rapportarsi in modo efficace e produttivo con la categoria e con gli organi istituzionali politici».

Iscritta all'ordine dei notai della città emiliana dal 1996, Valentina Rubertelli non ha ereditato, a dispetto di quanto si possa credere, la professione dalla famiglia. Figlia di padre anestesista e di madre insegnante di lingua francese, rientra infatti in quell’83% di notai che non sono figli d’arte.

Dopo una laurea in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli conseguita nel 1990, in tre anni e una sessione, con 110 e lode e plauso della commissione, si specializza in Diritto civile e, all’età di 26 anni, supera il concorso di notariato, classificandosi al 10° posto nella graduatoria nazionale di quel bando. Nel 2008, insieme ad altri colleghi tutti accomunati dalla formazione giuridica partenopea, fonda la Scuola di notariato denominata “Notares” e tiene corsi di tecnica contrattuale e di simulazione di prove tipicamente concorsuali. Dal 2011 ricopre la carica di presidente della Associazione esecuzioni immobiliari al tribunale di Reggio Emilia, mentre da quest’anno è anche vicepresidente del Consiglio dei Notariati dell’Unione Europea (Cnue).

Legata ancora in parte a un immaginario prevalentemente maschile, negli ultimi anni la professione notarile ha visto crescere sensibilmente la presenza femminile. Oggi su circa 5.100 notai in esercizio, le donne sono il 37%, il doppio rispetto al 17% dell’inizio degli Anni 90. Tra i notai under 40 invece il 47% è donna, percentuale che scende al 41% tra gli under 55. Se si considerano però i concorsi degli ultimi 4 anni, le vincitrici sono circa la metà.