Conte offre un patto, Renzi ritira le ministre. La crisi è servita

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·2 minuto per la lettura
Italian current Senator, former premier and head of the political party 'Italia Viva' (IV), Matteo Renzi speaks next to outgoing minister, Italy's Minister of Agriculture Teresa Bellanova, as they hold a press conference on January 13, 2021 at the Italian Chamber of Deputies in Rome. - The Italian cabinet was in crisis on January 13, 2021 following the resignations of Teresa Bellanova and Elena Bonetti, members of former premier Matteo Renzi's Italia Viva party. (Photo by Alberto PIZZOLI / POOL / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: ALBERTO PIZZOLI via Getty Images)
Italian current Senator, former premier and head of the political party 'Italia Viva' (IV), Matteo Renzi speaks next to outgoing minister, Italy's Minister of Agriculture Teresa Bellanova, as they hold a press conference on January 13, 2021 at the Italian Chamber of Deputies in Rome. - The Italian cabinet was in crisis on January 13, 2021 following the resignations of Teresa Bellanova and Elena Bonetti, members of former premier Matteo Renzi's Italia Viva party. (Photo by Alberto PIZZOLI / POOL / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: ALBERTO PIZZOLI via Getty Images)

La conferenza stampa di Italia Viva, slittata di quasi un’ora, inizia con la conferma delle dimissioni delle due ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, del sottosegretario Ivan Scalfarotto e con una frase, pronunciata da Matteo Renzi, che mette la parola fine al secondo governo Conte, almeno come lo abbiamo conosciuto finora: “Il re è nudo. Conte ha creato un vulnus democratico”.

Un atto che apre ufficialmente la crisi di governo nonostante il Pd abbia provato a mediare fino all’ultimo momento utile e nonostante lo stesso premier Giuseppe Conte in extremis, dopo un colloquio con il Capo dello Stato, abbia offerto a Matteo Renzi un patto di legislatura per rilanciare la maggioranza. Niente da fare, il leader di Italia Viva reagisce dimissionando le ministre e la notizia rimbalza su tutti i siti internazionali. Il Movimento 5 Stelle si stringe attorno a Conte, poco dopo lo fa anche il Pd parlando di “scelta incomprensibile”. Il premier in Cdm accetta le dimissioni ribadendo che ha tentato di evitare questa crisi.

La giornata è stata lunga, ma i tentativi di ricucitura non sono andati nella direzione sperata. Il leader di Italia Viva alla fine getta la palla nel campo del presidente del Consiglio respingendo quindi la proposta di sedersi al tavolo. Per Renzi, le dimissioni di Conte sono imprescindibili: “Un nuovo governo Conte? Non abbiamo veti su nessuno e pregiudizi, non siamo interessati ad un nome, siamo interessati a mandare avanti l’Italia. Conte vuole venire in Parlamento? Andare in Parlamento non è una minaccia, non è una concessione, è la democrazia”. Renzi però sa bene che, senza i voti di Italia Viva e in assenza dei responsabili, il premier verrebbe sfiduciato. Quindi sottolinea, “sia per questa maggioranza”, quindi M5s, Italia Viva, Pd e Leu, “che per una eventuale forma diversa di maggioranza parlamentare non c’è un...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.