Conte pronto al veto sulla riforma del Fondo Salva-Stati

Angela Mauro

Quando la riforma del Meccanismo europeo di stabilità ri-planerà sul tavolo dei leader al Consiglio europeo di dicembre, l’Italia si riserva di dire no. No, se non sarà una riforma “in una logica di pacchetto”, come chiesto da Giuseppe Conte al consiglio europeo di giugno e come spiegato dallo stesso premier al Parlamento italiano il 21 giugno scorso, nell’informativa prima di incontrare i leader europei a Bruxelles. Con tanta irritazione, è così che da Palazzo Chigi ‘smontano’ la polemica innescata da Matteo Salvini e dai suoi parlamentari più anti-europeisti Claudio Borghi e Alberto Bagnai e cavalcata oggi anche dalla parte pentastellata della maggioranza sulla riforma del cosiddetto ‘Mes’, il Fondo europeo ‘Salva-Stati’ nato nel 2012 con l’obiettivo di dare sostegno ai paesi in crisi finanziaria o rischio default. Finora ha ‘salvato’, con cure da cavallo, Cipro, Spagna e Grecia. E di questo si parlerà in un vertice di governo che si terrà a palazzo Chigi venerdì prossimo alle 8,30: servirà a cercare una linea comune.

In sostanza, viene spiegato da fonti della rappresentanza italiana qui a Bruxelles, se al Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre la proposta sarà di una riforma del Meccanismo europeo di stabilità che riduca le condizioni di accesso dei paesi in difficoltà e imponga una ristrutturazione del debito, l’Italia dirà no. E in questo caso la riforma non passerà perché serve l’unanimità per l’approvazione finale.

Possibile che l’Italia abbia la forza di porre davvero il veto e bloccare tutto? Nell’esecutivo la questione è in realtà ancora in discussione. Conte è il più sensibile alle critiche del M5s sulla riforma del Mes. Ma nel governo c’è chi vede nella riforma proposta un modo per migliorare il fondo Salva-Stati o comunque un piano frutto di lunghi negoziati nei quali si è riusciti a evitare le idee più negative per l’Italia, quelle proposte da Germania e Olanda, nello specifico dall’ex...

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