Coronavirus, anche la Spagna si blinda: le misure di Sanchez

Pedro Sanchez (Photo by Europa Press News/Europa Press via Getty Images)

Anche la Spagna si blinda per limitare quanto possibile la diffusione del coronavirus. Con oltre 6.400 contagi (con aumenti fino a 1.500 casi ogni giorno) e 192 morti, come riportato da El Pais, quello spagnolo è il secondo paese in Europa più colpito dal Covid-19, dopo l’Italia. Madrid è la città in assoluto più segnata dalla crisi sanitaria, dove il numero di pazienti positivi ha già superato quello dei letti disponibili.

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Le misure di Sanchez

Così, seguendo il modello italiano, il primo ministro Pedro Sanchez, dopo aver decretato lo stato di allarme venerdì 13 marzo, ha deciso sabato 14 di vietare tutti gli spostamenti non necessari.

Concesso uscire di caso solo “per acquistare prodotti alimentari o farmaceutici”, “chiuse tutte le attività commerciali ad eccezione delle attività di base”. “Durante la validità dello stato di allerta, i cittadini possono circolare solo lungo le strade per uso pubblico per svolgere le seguenti attività: acquisto di alimenti, prodotti farmaceutici e generi di prima necessità; assistenza ai centri sanitari; recarsi sul posto di lavoro per svolgere le proprie attività lavorative, professionali o commerciali; rientro nel luogo di residenza abituale; assistenza per persone bisognose; spostamento verso entità finanziarie e per cause di forza maggiore”.

“È il momento della responsabilità e della disciplina sociale. È necessario proteggere le persone, proteggendo noi stessi”, ha detto il premier. Le misure saranno in vigore per almeno 15 giorni.

Positiva al coronavirus la moglie del premier

Anche la moglie di Sanchez, Begona Gòmez, è risultata positiva al test sul coronavirus, secondo quanto riferito da fonti del governo: entrambi però stanno bene e si trovano alla Moncloa a seguire gli sviluppi dell’emergenza nel Paese.

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