Coronavirus, anche UK in lockdown: sms ai cittadini, ma a Londra metro piene

L’emergenza coronavirus mette in ginocchio anche la Gran Bretagna che, dalle scorse ore, si aggiunge alla lista dei paesi di tutto il mondo in lockdown. La decisione di chiudere i negozi e consigliare ai cittadini di restare a casa è stata annunciata ieri sera dal Primo Ministro Boris Johnson.

“Devo dare ai britannici un’istruzione molto semplice: dovete restare a casa per fermare la diffusione della malattia tra la gente” ha detto Johnson. Tra le indicazioni date del premier, in linea con quanto accaduto in precedenza in Italia e in altri paesi del mondo, quelle di poter lasciare la propria abitazione per “scopi limitati come fare acquisti per le necessità di base, una volta al giorno per esercizi fisici da soli o in compagnia, necessità mediche, per fornire assistenza a persone vulnerabili e viaggiare da e verso il lavoro solo quando strettamente necessario e non può essere fatto da casa”.

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Dopo l’annuncio di Johnson sono partiti anche degli sms a tappeto a tutti i britannici che, oggi, si sono svegliati con un messaggio chiaro da parte dell’inquilino del numero 10 di Downing Street: “Stai in casa, proteggi l'Nhs".

Negli sms al popolo britannico, con gli slogan “Stay at home" (Stai a casa), "Protect the Nhs" (Proteggi il National Health Service) e "Save lives" (Salva vite umane), in allegato anche il link del sito ufficiale (gov.uk/coronavirus) cui si rimanda per "ulteriori informazioni".

Lockdown UK, pienone a Londra

Nonostante le indicazioni del governo Londra sembra non aver recepito a pieno le restrizioni. Lo confermano le immagini di stamattina di alcune linee della tube, la popolare e tentacolare metropolitana della capitale britannica, affollate di gente nei tradizionali orari di punta malgrado la direttiva del premier di restare a casa salvo limitatissime eccezioni. Molte foto sono rimbalzate sul web, fra commenti di sdegno, di sorpresa, ma anche d'ironia. Ironia fuori posto, avverte il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ricordando che i trasporti pubblici vanno usati solo da chi si deve spostare per motivi di lavoro davvero indispensabili e non può lavorare da casa. Altrimenti ci saranno "più persone che moriranno", ammonisce.

Fra i passeggeri c'è chi lamenta tuttavia come la riduzione del numero di treni, servizi e stazioni disponibili decisa fin dai giorni scorsi dallo stesso Khan stia contribuendo ad accrescere l'affollamento invece che scoraggiarlo.

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