Coronavirus, al via la sperimentazione animale del primo vaccino

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Da domenica 9 febbraio è iniziata la sperimentazione animale del primo vaccino contro il coronavirus. Da quanto si apprende, infatti, dapprima si inietterà sui topi e, nel caso di riscontro positivo, il vaccino passerà al test sulle scimmie. Infine, potrebbe arrivare anche all’uomo. Sono stati i ricercatori dei CDC cinesi, dell’Università Tongji e della casa farmaceutica Stermirna Therapeutics, a mettere a punto un primo tentativo sperimentale di vaccino. Tutto il mondo attende gli esiti dei test.

Coronavirus, sperimentazione animale primo vaccino

Xinhua, l’agenzia di stampa governativa cinese ha reso noto l’inizio delle sperimentazioni animale del primo vaccino contro il coronavirus. La malattia (denominata 2019-nCoV), emersa lo scorso dicembre a Wuhan nell’Hubei, ha già portato il bilancio dei morti a oltre 1.000 unità. La preparazione del vaccino ha visto la collaborazione di diversi ricercatori e istituti: oltre a membri dei CDC, hanno collaborato anche la Scuola di Medicina dell’Università Tongji e l’azienda farmaceutica di Shanghai Stermirna Therapeutics Co., Ltd.

L’agenzia precisa però che si tratta di un vaccino messaggero di RNA (mRNA), ovvero una preparazione che “combina le proprietà immunologiche desiderate con un profilo di sicurezza eccezionale e la flessibilità non soddisfatta dai vaccini genetici”, come hanno spiegato i ricercatori tedeschi di CureVac GmbH guidati dal professor Thomas Schlake. inoltre, “l’mRNA è un vettore intrinsecamente sicuro in quanto è un vettore minimo e solo transitorio di informazioni che non interagisce con il genoma”. Nel caso in cui la sperimentazione sui topi (iniziata lo scorso 9 febbraio) dia esiti incoraggianti, si potrebbe passare alle scimmie. Ma i ricercatori ricordano che non è detto che un vaccino efficace sugli animali abbia gli stessi risultati anche sull’uomo.