Coronavirus, disinfettare le strade riduce il rischio di contagio?

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Tutti in casa, dopo il maxi decreto che ha messo in quarantena l’Italia. Strade e piazze non sono mai state vuote come ora. Quale occasione migliore per disinfettare le strade, seguendo le orme di Cina e Corea del Sud. Ma è davvero una pratica utile?

Coronavirus, quanto resiste sulle superfici

Per bloccare il nuovo coronavirus la parola chiave è disinfettare. Mani, superfici, maniglie o strade: i maxi camion che spargevano acqua e candeggina per le strade cinesi li abbiamo visti qualche tempo fa, e ora appaiono anche in Italia. Ma gli esperti hanno dei dubbi sull’efficacia della procedura, mentre sono fermi nel raccomandare di evitare contatti tra persone per trasmettere il virus. Il nuovo coronavirus viaggia attraverso goccioline, emesse respirando o tossendo. Il contagio può quindi avvenire anche toccando qualcosa di infetto -sebbene sia molto più raro- e sfregandosi occhi, naso o bocca. Ma quando rimane il coronavirus sulle superfici? Ci sono studi in corso e non si ha ancora la risposta. Ma basandosi sulle conoscenze acquisite per il Sars, dove il batterio resisteva 9 giorni, si stima che il nuovo coronavirus possa resistere 2-3 giorni sulle superfici. Da qui la raccomandazione di pulire le superfici, anche con un comune sgrassatore.

Coronavirus, i dubbi sul disinfettare strade

Per quanto riguarda la resistenza del virus sulle superfici in spazi aperti, gli esperti ritengono possa subire variazioni. Dovute, per esempio, alla luce solare: i raggi UV farebbero da sterilizzatore naturale. Le disinfezioni all’aperto – che prevedono furgoni che spruzzano di sostanze chimiche le strade e personale armato di lance per raggiungere marciapiedi, semafori, corrimano, alberi – hanno fatto sorgere qualche dubbio negli esperti. Questo dubbio riguarda il tipo di prodotti che vengono usati: a Shanghai e in Corea del Sud sembra si siano usate soluzioni diluite di candeggina. Non si sa, infatti, quanto questa sia davvero efficace sul coronavirus. Una cosa è certa, invece: la candeggina irrita le mucose e alcune categorie professionali che fanno spesso ricorso a disinfettanti di questo genere (come gli infermieri) sono più a rischio di sviluppare malattie respiratorie croniche come la Bpco o l’asma.