Coronavirus e asma: il rischio è maggiore?

coronavirus e asma

Fin dai primi giorni del contagio da Coronavirus in Italia, gli esperti hanno segnalato come questa epidemia risultasse molto più grave quando i contagiati erano colpiti anche da patologie pregresse. Le conferme sono arrivate subito dopo con i primi decessi e immediatamente si è scatenata la ricerca di notizie su quali patologie sono a maggiore rischio, ed una di queste è l’asma, per cui la preoccupazione tra le persone che soffrono di questa patologia è aumentata. In questo articolo cerchiamo di fare più chiarezza sul collegamento con il Covid 19.

Coronavirus e asma

I sintomi che si presentano quando le persone vengono contagiate dal coronavirus sono molto simili a quelli dell’asma, con la sola differenza della febbre.

Per verificare l’esistenza di un legame certo tra l’asma ed il Covid 19 è necessario seguire quello che viene comunicato dalle autorità sanitarie, in quanto, dato l’arrivo recente della malattia, gli studi che sono stati effettuati sino a questo momento non sono “inequivocabili”. Come base per un ragionamento si deve prendere in considerazione quello che è stato espresso dall’OMS, che ha catalogato l’asma tra le malattie “pregresse” che possono causare delle complicanze per le persone contagiate dal coronavirus. Oltre all’asma nello stesso elenco sono comprese le malattie cardiovascolari ed il diabete.

La differenza sostanziale è data dalla febbre, che è presente soltanto se le persone sono contagiate dal Covid 19, mentre i pazienti che soffrono soltanto di asma hanno respiro sibilante, tosse ed affanno, che si aggiungono al senso di oppressione che si manifesta per il torace. Un altro dato da tenere in considerazione riguarda le esperienze con precedenti virus come la Mers e la Sars.

In entrambi i casi le persone che soffrivano di asma hanno fatto registrare un “peggioramento” dei sintomi pregressi. Nel caso del coronavirus ad essere attaccato è principalmente l’apparato respiratorio, che comprende la gola, i polmoni ed il naso e quindi può arrivare a causare sia un attacco d’asma che una polmonite od altre malattie respiratorie “acute”.

L’esperienza che è stata fatta in Cina, paese dal quale è partita l’epidemia, è contenuta in uno studio che le autorità sanitarie del paese asiatico hanno svolto su un campione di 160 pazienti ricoverati in ospedale e contagiati dal Coronavirus. In questo studio è stato dimostrato che la malattia non ha l’asma tra i possibili fattori di rischio ma i dati sono relativamente pochi, così come lo sono i giorni del periodo che è stato preso in esame.

I consigli degli esperti

Il primo consiglio che gli esperti hanno dato è quello di seguire scrupolosamente le indicazioni che riguardano l’isolamento, che serve per non diffondere il contagio, specialmente a chi è affetto da malattie dell’apparato respiratorio.

Una ulteriore raccomandazione è quella di tenere in casa una quantità maggiore dei medicinali che sono di uso comune, in modo da non dover uscire per l’acquisto. Per quanto riguarda le medicine contro l’asma si consiglia di assumerle con precisione, seguendo con la massima attenzione le indicazioni del medico senza affidarsi al “fai da te”.

Essendo l’asma una malattia allergica, un ulteriore consiglio è quello di evitare i contatti con gli “allergeni”. Nel caso di allergia alla polvere, dovendo restare in casa si deve cercare di eliminarla totalmente, usando magari con maggiore frequenza l’aspirapolvere.

La disinfezione delle superfici è consigliata, ma nello stesso tempo si deve prestare la massima attenzione che i prodotti utilizzati non scatenino l’asma. Come ultimo consiglio gli esperti raccomandano di controllare al massimo le mozioni forti e di non andare nel panico, cercando di passare il tempo facendo le cose più interessanti.