Coronavirus, gli scienziati: “Mutato in malattia più aggressiva”

Coronavirus, gli scienziati sostengono che il virus sia mutato

Brutte notizie sul fronte dell’emergenza Covid-19. Stando alla parola di alcuni scienziati della School of Life Sciences dell’Università di Pechino e l’Institut Pasteur di Shanghai, il virus ha cambiato forma. Secondo gli esperti, il Coronavirus ha subito una mutazione dividendosi in due ceppi, uno dei quali sembra essere molto più aggressivo. La nuova scoperta potrebbe andare a ostacolare i tentativi di sviluppare un vaccino.

La mutazione genetica del Coronavirus

I ricercatori hanno scoperto che il virus si è evoluto in due grandi lignaggi – chiamati “L” e “S”. Il vecchio “tipo S” sembra essere più mite e meno contagioso, mentre il “tipo L” che è emerso in seguito, si diffonde rapidamente. Attualmente questo nuovo ceppo rappresenta circa il 70% dei casi. Ma non è finita qui, l’analisi genetica di un uomo negli Stati Uniti, che si è rivelato positivo il 21 gennaio, ha anche dimostrato che è possibile essere infettati da entrambi i tipi.

La notizia, dunque, qualora verrà avvalorata da nuove prove, rappresenta un nuovo ostacolo alla ricerca di una cura, che sempre più difficilmente arriverà in tempi brevi. Intanto in Europa i casi di contagio confermati sono in aumento. Sono 349 casi in Germania, 285 in Francia, 90 nel Regno Unito, oltre 3.000 in Italia (con 148 morti, dati aggiornati al 5 marzo), 248 in Spagna , 4 in Russia, 37 in Austria, 50 in Belgio, 12 in Finlandia, 72 in Norvegia, 10 in Croazia, 93 in Svizzera, 31 in Grecia, 15 in Danimarca, 3 in Estonia, uno Lituania, Liechtestein e Lussemburgo, 6 in Romania, 38 in Olanda, 8 in Portogallo e 60 in Svezia.

Il primo morto per coronavirus in Europa è un anziano di 80 anni francese, deceduto il 15 febbraio.