Coronavirus, goriziani varcano il confine per andare a bere in Slovenia

Coronavirus, goriziani varcano il confine per andare a bere in Slovenia

Numerosi goriziani, incuranti del rischio che stanno correndo e stanno facendo correre alla loro comunità, hanno varcato le transenne posizionate per ripristinare la linea di confine tra Italia e Slovenia e hanno preso d'assalto un bar, dove non ci sono limitazioni di orario e di distanza tra le persone.

Lo afferma il sindaco della città, Rodolfo Ziberna. "Mi è stato appena segnalato da diverse persone che, nonostante tutti i divieti, alcuni goriziani saltano gli ostacoli e si recano nei bar in Slovenia", ha detto il primo cittadino isontino.

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"Il più vicino è a trenta metri dal confine, è il bar dell'ex stazione ferroviaria della Transalpina, e in questo momento è stracolmo di goriziani, gomito a gomito per bere. Sono goriziani assolutamente idioti - prosegue Ziberna - se si vogliono far del male che se lo facciano, ma purtroppo così facendo fanno del male anche agli altri. Ho mandato un avviso a comandante dei Carabinieri, Questore, Polizia locale e ho chiamato anche Klemen Miklavic, sindaco di Nova Gorica".

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Questi “furbetti” non sono purtroppo gli unici che stanno causando problemi, ignorando le ultime disposizioni anti-coronavirus del governo: nelle ultime ore sono balzate alle cronache notizie che riguardano gruppetti di italiani che vanno tranquillamente a sciare in Francia (dato che i nostri impianti sono chiusi), oppure che passeggiano allegramente con un cavallo in pieno centro a Milano.

Le multe e le denunce fioccano: c’è chi è uscito in bici con altre decine di amici, chi ha organizzato la serata di calcetto. E ancora: due studentesse, una residente a Sezze e una a Tivoli, sono state sorprese nel comune di Valmontone e, alla richiesta dei carabinieri, hanno riferito di essere uscite per incontrarsi con altri amici.

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A Scafati, nel Salernitano, cinque ragazzi che si erano incontrati per fumare marijuana sono stati denunciati e pure segnalati al Prefetto come assuntori di stupefacenti. C’è chi, a Cesena, ha invece deciso di lasciare la propria abitazione per andare a trovare la fidanzata, e chi a Forlì è uscito di casa per fare l’aperitivo. In entrambi i casi, il deferimento è stato conseguente.

A Reggio Calabria, in due soli giorni, sono scattate ben 70 denunce per inosservanza delle disposizioni contenute nei decreti emessi gli scorsi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contenimento dell’emergenza epidemiologica.

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