Coronavirus, il direttore Capobianco: “Non bisogna creare allarmismi”

coronavirus Emanuele Capobianco

La febbre aumenta, il contagio cresce e sale a 24 giorni il periodo di incubazione. Il ministro Speranza assicura che “la difesa del diritto alla salute e il principio di massima precauzione” hanno la priorità. E ancora: “Siamo uno dei paesi in tutta Europa a porre maggior attenzione al virus”. Tuttavia, i decessi sono oltre 1000, il paese più colpito è la Cina, verso cui restano bloccati i voli dall’Italia. A ricordarlo è lo stesso ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. L’Oms fa sapere che si tratta di un virus che “può creare più sconvolgimenti politici economici e sociali di qualsiasi attacco terroristico. Il mondo si deve svegliare e considerare questo virus come il nemico numero uno”. Agire tempestivamente risulta di fondamentale importanza: “Il tempismo è essenziale”, fanno sapere. Infatti, ora esiste una “possibilità realistica” per fermare l’epidemia. Intervenuto ai microfoni di Radio anch’io, a Rai Radio1, sul coronavirus ha detto la sua anche Emanuele Capobianco. Il direttore del Dipartimento Salute della Croce Rossa Internazionale ha dato una lettura medica del fenomeno.

Coronavirus, il commento di Emanuele Capobianco

Resta alta l’inquietudine della gente: molti i dubbi, tanta la paura per l’essenza di una cura. Il direttore Capobianco ha dichiarato: “Si tratta di un virus nuovo, che dagli animali è passato all’uomo. Si sta trasmettendo soprattutto in Cina, con più di 43mila casi di contagio. Il 99% dei morti sono stati in Cina”. Fuori dal Paese, invece, “il virus si sta diffondendo molto più lentamente”. Quindi assicura: “Questi dati vanno tenuti in considerazione. Inoltre, l’80/85% delle persone affette dal virus manifesta dei sintomi molto lievi. La mortalità di questo virus corrisponde al 2%, contro il 10% della Sars”.

Quindi ha ricordato: “Il direttore dell’Oms ha dichiarato che al di fuori della Cina l’epidemia può accelerare”. Ma precisa: “Si tratta ugualmente di una mortalità non da poco”. L’Oms, infatti, ha ricordato: “Fuori dalla Cina potrebbe essere stata scoperta solo la punta dell’iceberg dei casi. L’epidemia quindi può accelerare. Non bisogna creare allarmismo, ma dei piani di contenimento affinché si arrivi preparati in caso si rivelasse necessario. Lo stato dovrebbe investire di più nella preparazione, a livello di strutture mediatiche, governative e sanitarie: non vale esclusivamente per il coronavirus. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti, ma bisogna fare ancora molto”.