Coronavirus, il mito della cura a base di Avigan

Coronavirus: la cura a base di Avigan non è ufficiale

Il farmaco Avigan non è una cura ufficiale per il Coronavirus. A diffondere l’informazione è l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che si assicura dell’efficacia dei farmaci nonché della loro sicurezza per gli esseri umani. Si tratta di un prodotto il cui nome circola sul web e sui social in questi giorni, come se fosse la soluzione che tutti stavamo aspettando.

Coronavirus, una cura a base di Avigan?

Tutto è iniziato da un video fatto circolare da un farmacista, Cristiano Aresu, che spesso si reca in Giappone. Secondo lui, il farmaco antivirale avrebbe fatto rinascere i pazienti malati e il nostro Governo dovrebbe prenderne esempio, adottandolo come cura per il virus.

Per Aresu, l’Avigan (o Favipiravir) bloccherebbe il progredire della malattia nel 91% dei casi, ma non fornisce ulteriori dettagli a sostegno di questa tesi. A seguito delle sue affermazioni è intervenuta l’AIFA, specificando che il farmaco era già noto da tempo e impiegato su un numero ristretto di pazienti, con esiti scientifici incerti.

Cosa dice la ricerca sul farmaco

L’Avigan, in Giappone, si utilizza solo in condizioni di emergenza, ovvero quanto tutti gli altri farmaci antivirali non risultano efficaci. Il suo impiego è consentito anche in Cina, ma non è ancora approvato dalla FDA americana e dall’europea EMA.

In base ad uno studio condotto in Cina da un gruppo di ricercatori capitanati da Qingxian Cai, presso l’Università di Shenzhen, l’impiego del farmaco avrebbe ridotto di 4 giorni su 11 il tempo di scomparsa del Coronavirus in 80 pazienti. Dai risultati si evince anche un miglioramento della condizione polmonare nel 91% dei casi, che però non è un blocco della malattia come affermato da Aresu.

L’Avigan va ancora studiato

Visto l’esiguo pool di pazienti affetti da Coronavirus coinvolti nella ricerca, e la mancata selezione di questi prima del trattamento, l’Avigan non può ancora considerarsi né una cura ufficiale né un farmaco antivirale miracoloso. I risultati potrebbero essere falsati, ma in Cina proseguono gli studi sulla sua efficacia.

L’AIFA ha annunciato che la sua Commissione tecnico-scientifica si riunirà per valutare nuovi farmaci disponibili o da sperimentare, molti dei quali non hanno avuto i risultati sperati, approfondendo la questione del prodotto giapponese.