Coronavirus, il nuovo studio britanni sulla risposta immunitaria ai vaccini

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Un recente studio britannico condotto su circa duecento operatori sanitari ha confermato che l’inoculazione di una sola dose di vaccino contro il coronavirus riesce a produrre una considerevole risposta immunitaria dell’organismo contro la minaccia rappresentata dal SARS-CoV-2.

Covid, lo studio sull’immunizzazione dopo la prima dose di vaccino

La ricerca, intitolata T-Cell and Antibody Responses to First BNT162b2 Vaccine Dose in Previously SARS-CoV-2-Infected and Infection-Native UK Healtchare Workers: A Multicentre, Prospective, Observational Cohort Study, è stata condotta dagli scienziati afferenti al Dipartimento di infezioni, immunità e malattie cardiovascolari dell’Università di Sheffield e del Wellcome Trust Centre for Human Genetics dell’Università di Oxford che si sono coordinati con i membri dello Sheffield Teaching Hosptal NHS Foundation Trust, dell’Università di Newcastle, dell’Università di Liverpool e altre strutture britanniche. L’indagine, inoltre, è stata supportata anche dal Coronavirus Immunology Consortium britannico e si inserisce nel contesto di un progetto più ampio, strettamente connesso alla figura degli operatori sanitari, conosciuto come “PITCH”.

L’obiettivo principale dello studio e del progetto “PITCH” consiste nel monitorare l’immunizzazione degli operatori sanitari dopo la somministrazione del vaccino, in quanto la categoria è stata la prima a beneficiare del siero anti-Covid.

Le caratteristiche della ricerca britannica

I ricercatori coinvolti nell’iniziativa sono stati guidati dal professor Thushan I. de Silva e hanno elaborato alcune interessanti considerazioni dopo aver esaminato le risposte immunitarie rilevate in un campione di 237 operatori sanitari che hanno aderito alla campagna vaccinale, ricevendo il farmaco sintetizzato da Pfizer-BioNTech.

A questo proposito, gli scienziati hanno rilevato che una singola inoculazione del vaccino anti-Covid è in grado di scatenare una risposta immunitaria consistente e di stimolare la produzione di linfociti/cellule T, capaci di contrastare l’azione del coronavirus. Dopo una sola iniezione del farmaco, infatti, l’organismo produce anticorpi neutralizzanti che riescono a inibire l’azione della proteina Spike, impedendo la contaminazione delle cellule umane, e a distruggere le cellule compromesse dal SARS-CoV-2.

Le indagini condotte sugli operatori sanitari

Gli operatori sanitari che hanno partecipato all’indagine hanno acconsentito a sottoporsi al prelievo di campioni ematici, raccolti tra il 9 dicembre 2020 e il 9 febbraio 2021 in differenti ospedali inglesi. L’analisi dei campioni ematici è stata condotta al fine di misurare la concentrazione di anticorpi e di cellule T in un particolare arco di tempo. Tra i 237 operatori sanitari esaminati, 21 avevano ricevuto entrambe le dosi di vaccino mentre agli altri 216 era stata somministrata solo la prima dose di farmaco. Confrontando tutti i dati registrati, è stato possibile notare che i livelli di cellule T dei soggetti che erano già stati infettati dal Covid e che avevano ricevuto una sola dose di vaccino potevano essere equiparatiai livelli riscontrati in coloro che non avevano mai contratto il virus e hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino.

Coloro che aveva contratto il virus in passato, inoltre, hanno presentato uno sviluppo di anticorpi e di cellule T superiore (rispettivamente pari a 6,8 volte e a 5,9 volte) se confrontati con coloro che avevano ricevuto una sola dose di vaccino ma non avevano mai contratto il Covid.

Le dichiarazioni del coordinatore dello studio

La conferma britannica relativa alla formazione di un potente scudo immunitario nelle persone precedentemente infettate dal SARS-CoV-2, dopo l’iniezione di una sola dose di siero, è stata commentata dal coordinatore dello studio.

Il professor Thushan de Silva, infatti, ha dichiarato: “Il nostro studio è uno dei resoconti più ampi e completi sulla risposta immunitaria con una sola dose di vaccino Pfizer/BioNTech, mettendo a confronto individui precedentemente infetti e non esposti all’infezione. I nostri risultati dimostrano che le risposte delle cellule T e degli anticorpi indotte dall’infezione naturale sono potenziate in modo significativo da una singola dose di vaccino. Sebbene la risposta a una singola dose fosse inferiore negli individui naïve all’infezione, era comunque equivalente o migliore dell’immunità in individui precedentemente infettati prima che fosse potenziata dalla vaccinazione”.