Coronavirus, immunità di gregge: per Ricciardi non è una decisione etica

Coronavirus, immunità di gregge: per Ricciardi non è una decisione etica

Dopo la dichiarazione del premier inglese Boris Johnson, secondo cui bisogna prepararsi “all’idea di perdere i propri cari” e che è necessario “sviluppare un’immunità di gregge”, sulla vicenda è intervenuto il consulente del ministero della Salute e membro del Comitato di esperti della Protezione civile Walter Ricciardi.

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"Credo che vedremo prima una terapia più specifica rispetto a un vaccino. Non è assolutamente etico accettare che si ammalino le persone per creare una immunità di gregge che peraltro non è neanche sicura. Perché si tratta di un virus nuovo e non ci sono ancora conferme scientifiche su una immunità duratura dopo la malattia. Chi è stato contagiato potrebbe anche riprenderlo per quanto si sa al momento".

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"Il nostro governo ha recepito le indicazioni della comunità scientifica, cosa che quello inglese non sta facendo. Eppure hanno gli epidemiologi dell'Imperial college, della London School of hygiene and tropical medicine e di una rivista come il Lancet. Sarebbero consiglieri di prim'ordine sul tema sanità pubblica che evidentemente stanno ignorando", ha sottolineato Ricciardi.

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Il Regno Unito in questo modo "corre il rischio di essere investito in modo più violento rispetto agli altri. E soprattutto - avverte l'esperto - può diventare l'area che mantiene l'infezione viva e latente, quando gli altri sono già riusciti a contenerla. Diventa così quello che nessuno vorrebbe essere considerato: l'untore del mondo".

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