Coronavirus, l'odissea del camionista di Wuhan: rifiutato da tutti, un mese in stazione

Xiao Hongbing

Xiao Hongbing, suo malgrado, è diventato una vera e propria star dei social cinesi a causa delle ultime settimane travagliate a bordo del proprio camion. Il perché è presto detto in quanto il mezzo dell’uomo, 50 anni, è targato Hubei, provincia nella quale ha preso il via il contagio da coronavirus che oggi tiene tutto il mondo col fiato sospeso.

Partito da Wuhan con il suo camion e alcuni carichi da consegnare in giro per la Cina all'inizio di gennaio quando del virus ancora si sapeva poco, Xiao è stato rifiutato da tutte le città che ha visitato, diventando un vero e proprio reietto. Come raccontato anche da La Repubblica il 50enne è stato respinto e cacciato ogni volta nuovamente in autostrada dove, tra una corsia d’emergenza e l’altra, la notte provava a riposare il più possibile.

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“Qualche volta mentre guido mi sto per addormentare, devo darmi degli schiaffi in faccia per stare sveglio, sono così stanco. La mia speranza è di poter trovare un posto dove fermarmi e fare una bella dormita, mangiare qualcosa. Sarei davvero felice" aveva commentato in un video sui social che lo ha reso celebre.

Nel corso di uno dei video-messaggi alla moglie il 50enne è stato affiancato da una pattuglia di polizia che, dopo averlo controllato, gli ha dato il via libera per continuare a riposare in corsia d’emergenza, in barba al codice della strada. I militari, che hanno preso a cuore la storia dell’uomo rifiutato da tutti, gli hanno successivamente portato pasti, frutta e dolci per poi condurlo in una stazione di servizio dove ha potuto trovare un letto pronto ad attenderlo. Ed è qui che, da circa un mese, il 50enne riposa in attesa di poter tornare a casa.

La storia di Xiao Hongbing, diventata l’emblema della discriminazione verso i cittadini dello Hubei, ha commosso anche il web: il 50enne è stato contattato ricevendo donazioni da oltre mille euro.