Coronavirus, nuove regole: no alle strette di mano, stop a manifestazioni

Coronavirus, nuove regole: no alle strette di mano, evitare manifestazioni

In base ai dati disponibili sull’epidemia da coronavirus, non si sa ancora se le misure adottate per frenare l’impatto siano sufficienti o se, al contrario, il numero dei malati continuerà a crescere. Proprio per questo, il Comitato tecnico scientifico voluto dal premier Conte ha predisposto nuove regole, valide per 30 giorni e da applicare in tutta Italia, che potrebbero integrare il Dpcm del primo marzo.

Una di queste è di evitare manifestazioni, anche quelle sportive, che comportino l'affollamento di persone: in pratica si fa più concreto lo scenario delle partite di calcio a porte chiuse.

C'è poi l'invito, a coloro che hanno oltre 75 anni e a chi ne ha più di 65 ed è ammalato, a non frequentare luoghi affollati.

Evitare tutti, quando possibile, abbracci e strette di mano, e mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone

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Secondo il commissario Angelo Borrelli, “nessuno di noi può avere certezza di quella che sarà l'evoluzione successiva" del virus, "questa settimana sarà importante per vedere come andrà il contagio". In ogni caso, spiega Borrelli, "siamo pronti a rivedere i piani sulla base degli scenari che andremo a incontrare. Se andare verso una maggiore o minore severità. Tutto dipende dall'evoluzione dei dati".

La prima delle nuove misure che si sta valutando nel caso la situazione evolvesse verso il peggio, però, è un allargamento della zona rossa, a partire dalla provincia di Bergamo, una delle aree più colpite dal contagio negli ultimi giorni. Lo ha confermato il presidente dell'Iss Brusaferro. "Stiamo valutando l'opportunità di estendere la zona rossa sulla base di alcuni criteri epidemiologici, geografici e di fattibilità della misura. Stiamo analizzando con grande attenzione con la Lombardia i nuovi casi nei comuni della cintura bergamasca per vedere i dati d'incidenza e i tassi di riproduzione del virus".

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