Coronavirus, i nuovi dati sui tempi d’incubazione: lo studio americano

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Uno studio degli scienziati dell’Università John Hopkins, uno dei centri di ricerca che si stanno maggiormente occupando del coronavirus da quando è esplosa l’epidemia, ha fatto emergere importanti novità sui tempi d’incubazione del virus all’interno del corpo umano. Nello studio, recentemente pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, viene infatti mostrato come i primi sintomi della malattia nota con il nome di COVID-19 inizino a manifestarsi tra i 5 e gli 11 giorni dall’esposizione al virus.

Coronavirus, nuovi dati sull’incubazione

Lo studio è stato effettuato prendendo come campione 181 casi di contagio provenienti dalla Cina, in particolare dalla provincia dell’Hubei, ai quali venne diagnosticato il coronavirus prima del 24 febbraio. Analizzando i suddetti casi i ricercatori hanno potuto vedere come i primi sintomi della malattia iniziassero a manifestarsi tra i 2 e gli 11,5 giorni, con una media di 5, 1 giorni. Ciò significa che su un campione di 10mila persone, soltanto su 101 i sintomi potrebbero presentarsi al di la del periodo di quarantena stabilito di 14 giorni.

È proprio in base a questi dati che le direttive che predispongono un periodo quarantena di 14 giorni vengono ulteriormente confermate, come dichiara anche dal professore di epidemiologia della John Hopkins Justin Lessler: “In base alla nostra analisi dei dati disponibili, l’attuale raccomandazione di 14 giorni per il monitoraggio attivo o per la quarantena è un periodo ragionevole, anche se alcuni casi potrebbero andare oltre”.

Il periodo di quarantena

Lo studio diventa così molto importante al fine di capire esattamente quali siano le tempistiche della malattia, affinché si possa effettuare al meglio la diagnosi e la successiva cura del paziente. Secondo quando affermano anche gli scienziati, in quest’ottica il periodo di quarantena di 14 giorni diventai quindi un: “Periodo di tempo ragionevole per monitorare gli individui e lo sviluppo della malattia”. Soltanto conoscendo i tempi d’incubazione esatti infatti è possibile contenere l’epidemia evitando di far uscire di casa persone ancora contagiose.