Coronavirus, quali sono i farmaci più utilizzati negli ospedali?

Non esiste ancora un farmaco contro il coronavirus. E anche se molti paesi si sono già messi al lavoro per trovare un vaccino, lo strumento più importante per combattere la nuova epidemia, al momento, è costituito dalle misure di contenimento del virus, dalla condivisione e trasparenza dei dati e dalla ricerca scientifica.

Trattandosi di un virus, gli antibiotici non servono e il recupero dipende molto dalla forza del sistema immunitario dei malati. Nei casi più lievi si somministrano farmaci influenzali. Chi viene ricoverato riceve cure di supporto per i polmoni e per gli altri organi, oltre a liquidi. Negli ospedali italiani e cinesi sono diversi i medicinali utilizzati in via sperimentale per impedire al virus di moltiplicarsi.

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L’antivirale Remdesivir

Uno di questi è il Remdesivir, un antivirale ad ampio spettro  prodotto dall’azienda americana Gilead Sciences che, una volta iniettato nel sangue, eliminerebbe il virus creando una versione deformata di un nucleotide di cui il Covid-19 ha bisogno per replicarsi.

Il Remdesivir ha già dato buoni risultati sui topi e sulle scimmie positivi alla Mers e, secondo il direttore del National Institutes of Health, Francis Collins, “si può essere ottimisti” sul suo utilizzo contro il nuovo coronavirus. Anche secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si tratterebbe della soluzione più efficace contro il Covid-19.

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Il plasma dei pazienti guariti

Un’altra cura è quella che utilizza il plasma delle persone guarite (e che hanno quindi sviluppato gli anticorpi) e lo inietta nel sangue di chi è ancora malato. Con questo tipo di terapia sono stati registrati alcuni casi di reazioni positive da parte dei pazienti infetti.

La combinazione di farmaci contro l’Aids

Un altro tipo di cura è quella che prevede l’uso di farmaci per la cura dell’Aids, in particolare una combinazione di lopinavir e ritonavir disponibile sul mercato con il nome di Kaletra e prodotta dall’americana AbbVie.

Il farmaco, già testato con successo sui malati di Sars, è stato somministrato ad alcuni pazienti ricoverati in un ospedale di Shanghai, senza tuttavia dare ancora risultati sperati.

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