Coronavirus, quali sono i rischi se non si effettua la doppia somministrazione del vaccino

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seconda dose vaccino Covid
seconda dose vaccino Covid

Prosegue (non senza polemiche per i ritardi nel nostro Paese) la campagna di vaccinazione in Italia e nel resto d’Europa, mentre si attende il parere dell’Ema sul siero di Astrazeneca e una nuova speranza è rappresentata dal vaccino italiano prodotto da ReiThera. Molti dei vaccini contro il coronavirus che stanno dimostrando maggiore efficacia prevedono una doppia somministrazione a distanza di poco tempo l’una dall’altra. Cosa succede quindi senza la seconda dose di vaccino Covid?

Seconda dose vaccino Covid

Molti dei vaccini sviluppati finora, compresi quelli di Moderna, dell’Università di Oxford-Astrazeneca e il vaccino di Pfizer e BioNTech, prevedono due dosi. Solo in questo modo può essere garantita una più completa protezione dal Covid-19.

Dai dati della sperimentazione di fase 3 del vaccino di Pfizer-BioNTech è emerso che quando alla prima dose ha fatto seguito una seconda somministrazione a distanza di tre settimane, l’organismo dei pazienti presenta una maggiore concentrazione di anticorpi. Il rischio, qualora la seconda dose non venisse effettuata, è quello di non essere realmente immuni al virus e quindi ugualmente esposi al rischio di contagio. Inoltre, bisogna tenere presente che non tutte le persone rispondono allo stesso modo alla vaccinazione.

Vale lo stesso nel caso del morbillo, per cui solo la somministrazione di entrambe le dosi garantisce l’immunità. Al contrario, dopo la prima dose si calcola che una buona percentuale delle persone vaccinate (dall’1% al 10%) non sviluppa una risposta immunitaria. Dopo la seconda dose, invece, la cifra non supera il 2%. È evidente quindi che la seconda dose garantisce lo sviluppo di anticorpi nell’organismo e potenzia la risposta immunitaria.