Coronavirus: si può diffondere con i condizionatori

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Covid: le particelle diffuse dall'aria condizionata
Covid: le particelle diffuse dall'aria condizionata

Negli ultimi mesi diversi studi hanno fornito dettagli su casi di trasmissione del SARS-CoV-2, il coronavirus che causa la COVID-19, tramite le gocce di saliva che produciamo quando parliamo ad alta voce, cantiamo, tossiamo o facciamo uno starnuto. Le gocce di maggiori dimensioni (droplet) rimangono in sospensione nell’aria per poco tempo e si depositano poi sulle superfici, che possono diventare veicolo di contagio se toccate da persone non infette che si toccano poi il viso con le mani non igienizzate. Le gocce di dimensioni più piccole restano invece in sospensione nell’aria più a lungo (aerosol), e c’è il sospetto che in particolari condizioni di umidità e di scarso ricambio dell’aria, possano causare nuovi contagi, soprattutto se si condividono per lungo tempo gli stessi spazi chiusi con una persona contagiosa. Ecco come si spiega il rapporto tra Covid e aria condizionata.

Covid e aria condizionata: come si diffonde

La diffusione del contagio del Sars-Cov-2 tramite aria condizionata, è un argomento molto importante in funzione di possibili focolai, la scarsa ventilazione degli ambienti è infatti nota da tempo per essere una delle cause di trasmissione delle malattie infettive.

Secondo diversi studi, per esempio, è un fattore nella diffusione dell’influenza stagionale, che raggiunge il suo picco proprio nei mesi più freddi dove tendiamo a rimanere più a lungo al chiuso, condividendo gli stessi spazi con altre persone.

La ricerca

Un team di ricercatori dell’Università del Minnesota attraverso strumentazioni avanzate legate alla fluidodinamica computazionale, oltre che supercomputer utili per analizzare le modalità di diffusione degli aerosol, ha indagato le dinamiche che si verificano quando il flusso d’aria fredda emesso dai condizionatori d’aria interagisce con l’aria calda presente all’interno di ambienti chiusi e non areati come, ad esempio, i ristoranti.

I gruppo di ricerca americano ha analizzato nello specifico fattori fisici quali il flusso d’aria, l’effetto termico, il trasporto di aerosol e particelle, oltre che il limitato filtro che possono offrire i condizionatori d’aria. Senza dimenticare la geometria dello spazio: tutti fattori che possono influire sui flussi d’aria, sulle particelle di aerosol e quindi sulla trasmissione del virus.

Utilizzando poi l’analisi della struttura del flusso e il tracciamento inverso delle traiettorie degli aerosol, sono stati scoperti due potenziali percorsi di trasmissione attualmente trascurati, quello che deriva dagli aerosol che salgono da sotto un tavolo e quelli associati alla limitata efficienza di filtrazione dei condizionatori.

Le conclusioni

Questo studio sarebbe quindi riuscito ad evidenziare la necessità di misure più preventive, precedentemente poco considerate, come l’importanza di schermare in maniera ancora più adeguata sotto i tavoli e migliorare l’efficienza di filtrazione.

In sostanza non si esclude che i flussi di aria generati dal condizionatore possano favorire il contagio in luoghi chiusi, senza ricircolo d’aria, in cui si sosta per diverso tempo seduti come ristoranti, pub, aule scolastiche, ecc. e che sia necessario intervenire con delle misure preventive mirate.