Corruzione: arrestata l'ex eurodeputata di FI Lara Comi

Lara Comi (LaPresse/Stefano Cavicchi)


La Guardia di Finanza di Milano e Busto Arsizio ha arrestato l'ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi, l'ad dei supermercati Tigros Paolo Orrigoni (entrambi ai domiciliari) e il direttore generale di Afol Metropolitana Giuseppe Zingale (in carcere). L'ordinanza è stata firmata dal gip Raffaella Mascarino e chiesta dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri per accuse, a vario titolo, di corruzione, finanziamento illecito e truffa.

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Si tratta di un nuovo filone della maxi indagine "Mensa dei Poveri" che il 7 maggio portò a 43 misure cautelari eseguite, tra gli altri, nei confronti dell'ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, del consigliere lombardo 'azzurro' Fabio Altitonante e dell'allora candidato alle Europee e consigliere comunale in quota FI Pietro Tatarella.

Le indagini, dirette dalla procura di Milano - Direzione distrettuale antimafia e condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano e dalla Compagnia di Busto Arsizio, hanno fatto emergere ulteriori reati di corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e illecito finanziamento ai partiti e ai politici, realizzato da amministratori locali, imprese e professionisti a vario titolo coinvolti nell'indebito drenaggio di risorse pubbliche di società e/o enti a partecipazione pubblica.

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Gli indagati si avvalevano di false fatturazioni tra imprese, dell'attribuzione - da parte di società pubbliche - di incarichi di consulenza fittizi o inutili o solo formali, utilizzati per occultare il pagamento del prezzo della corruzione per ottenere favori nelle procedure amministrative. La parte odierna dell'indagine, relativa a vicende accertate, in collaborazione tra i due reparti delle fiamme gialle, in epoca successiva agli arresti del 7 maggio scorso, riguarda, spiegano gli investigatori, fatti corruttivi tesi a far ottenere a un imprenditore varesino il cambio di destinazione urbanistica di un'importante area, da industriale a commerciale, nell'ambito della variante generale al Piano di Governo del Territorio di un Comune del varesotto in fase di approntamento, per potervi edificare un'attività commerciale. Inoltre professionisti e imprese compiacenti ottenevano fittizi incarichi di consulenza, conferiti da società a partecipazione pubblica, in cambio della successiva retrocessione agli indagati di parte del corrispettivo incassato a fronte dell'incarico stesso.

È stata anche posta in essere una truffa ai danni del bilancio dell'Unione europea in relazione a fittizi contratti stipulati per mansioni di collaborazione con spese a carico del Parlamento europeo, al fine di creare surrettizie provviste di denaro a favore degli indagati mediante la retrocessione di una quota parte del corrispettivo liquidato. Accertati anche illeciti finanziamenti erogati da un imprenditore bresciano a un candidato alle elezioni europee del 26 maggio scorso e l'emissione di fatture false, allo scopo di occultare i predetti reati.

"Dall'esame degli elementi indiziari (...) - scrive il gip di Milan Raffaella Mascarino nell'ordinanza di arresto per l'ex europarlamentare e altri due - emerge la peculiare abilità che l'indagata Comi ha mostrato di aver acquisito nello sfruttare al meglio la sua rete di conoscenze al fine di trarre" dal ruolo pubblico "di cui era investita per espressione della volontà popolare il massimo vantaggio in termini economici e di ampliamento della propria sfera di visibilità".

"Nonostante la giovane età, Lara Comi ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel fare ricorso ai diversi, collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche e all'incameramento di finanziamento illeciti", è scritto nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato l'ex europarlamentare agli arresti domiciliari.

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