Cos'è e come funziona Clubhouse, il nuovo social network di cui tutti parlano?

Di Monica Monnis
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Photo credit: William Krause su unsplash
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Un ritorno alle origini. Niente filtri, colori abbaglianti, reel, balletti in sincrono. Niente trucco niente inganno al centro di Clubhouse, il nuovo social network nato lo scorso marzo per mano di Paul Davison e Rohan Seth ex Pinterest e Google, e alla ribalta in questi giorni grazie al suo utente più famoso, Elon Musk, l’imprenditore di Tesla e SpaceX, che con una live di due ore e mezzo ha accesso i riflettori worldwide su questo club privato virtuale. Ma esettamente, come funziona Clubhouse? Sicuramente si tratta di un social atipico perché non prevede l'uso e la condivisione di foto, video e instant messaging: gli utenti possono interagire tra loro sono con la voce. Una sorta di evoluzione live del podcast, un forum basato sull'oralità e non sulla scrittura con argomenti suddivisi in stanze: su Clubhouse, infatti, si parla in diretta e gli utenti possono ascoltare da spettatori passivi o intervenire con una simbolica alzata di una mano. Ne abbiamo parlato con Marta Basso, imprenditrice nell'ambito della produzione di contenuti digitali e CoFounder di Generation Warriors, nominata LinkedIn Top Voice nel 2020 e tra i primi italiani a far parte della community di Clubhouse.

Dunque, le discussioni sono divise in stanze (come i canali di Telegram per intenderci) e sono rese visibili all'utente da un algoritmo sulla base della propria professione, degli interessi e delle amicizie strette all'interno del social network. In ogni room possono essere presenti tre tipologie di utenti, lo speaker (colui che guida la discussione), listener (cioè ascoltatore) e moderator (ovvero il moderatore). Per potersi iscrivere è necessario avere 18 anni, serve un invito da un altro iscritto (proprio come nei "club esclusivi") e per ora la app è disponibile solo per utenti Apple (la app per Android è in via di sviluppo anche se al momento non si sa quando verrà pubblicata sul Play Store ndr). "Un’esperienza social più umana, dove invece di postare ci si riunisce con altre persone per parlare", la mission dei due fondatori del primovero e proprio social audio. Alla base di Clubhouse vi è infatti un elemento che non è mai stato tra i punti di forza dei suoi competitor, ovvero i messaggi vocali e i contenuti. Marta Basso ci ha aiutato a capirne di più.

Clubhouse ha tutte le potenzialità per fare grandi cose e diventare un punto di riferimento nel social networking? Quali sono i suoi punti di forza e i suoi più grandi limiti?
Clubhouse è il primo social audio che contempla la voce come sola e unica possibilità di comunicazione, c'è Discord (app utilizzata per chattare principalmente durante le partite di videogame, sia a voce che per via testuale ndr) ma lì c'è anche la possibilità di scrivere. Penso che Clubhouse sia la più grande innovazione sui social degli ultimi cinque anni, con una potenzialità enorme, non ha un competitor diretto, dal momento che twitter negli anni ha gettato la spugna sullo sviluppo di una cosa simile. Il suo limite che è il social della pandemia e dunque non si può prevederne l'evoluzione, ma senza dubbio rispecchia necessità e bisogni attuali. Tra i punti di forza, il live, la possibilità di connettersi anche con persone di rilievo e di puntare su voce e contenuti.

A fine 2020 e quindi in tempi non sospetti avevi inserito "voce" come la seconda big idea per il 2021: perché?
Secondo me voce è la parola chiave dell'anno. Smart devices come Alexa o Google Home continuano a popolare sempre di più le nostre case e questo ci rende sempre più abituati a usare il mezzo vocale, perché la voce è più diretta e veloce. Poi, l'audio è genuino, è vero e autentico, difficile da camuffare rispetto ai contenuti visivi molto più falsificabili, con filtri o fotoritocco. E sì, di questo ad oggi ne avevamo davvero un gran bisogno.

Problema controllo e moderazione. Come fare a renderlo sicuro da fake news e argomenti controversi?
In realtà questo è un problema che ha ogni social, non solo Clubhouse. Ritengo che ci sia la necessità di moderare i contenuti e controllare le conversazioni, e aprire la possibilità di segnalare abusi e situazioni discriminatorie e diffamatorie, come nel caso della presenza di un troll della stanza o di room dai contenuti non moralmente o eticamente accettabili. Ecco in Italia ancora non esiste un team che gestisce queste problematiche, ma sono fiduciosa sul futuro visto l'interesse internazionale sulla piattaforma.

La community italiana ha che punto è?
Clubhouse Italia nasce il 10 gennaio da me, Federico Cecchin, grafico e cartoonist con due milioni e mezzo di followers su Tik Tok, e Ana Maria Fella, digital strategist, praticamente gli unici italiani presenti sul social. A spingerci a creare una comunità italiana, semplicemente il fatto che ci fossero solo stanze in inglese: ad oggi Clubhouse Italia ha un palinsesto generalista, un numero di utenti in costante crescita e una redazione di circa trenta persone tra moderatori, admin e content creator specializzati su diversi temi ed argomenti. Stiamo parlando con Clubhouse per eventuali sviluppi, ma ad oggi non posso aggiungere altro.